l’UNAC è stata regolarmente costituita con atto notarile nell’anno 1997 da parte di carabinieri in servizio attivo. Fondatore ne è stato MAR.CC.ANTONIO SAVINO, al quale si sono subito aggiunti carabinieri nei gradi di maresciallo, brigadiere, appuntato e carabiniere da ogni parte d'Italia. Dell’avvenuta costituzione con consegna di copia dello statuto, è stata all’epoca reso edotto il comando generale dell’arma. Copia dello statuto infatti fu consegnata, dal maresciallo Antonio Savino al Gen. di Brig. Roberto Cirene, all’epoca comandante della regione carabinieri "Puglia" di bari, che provvide a trasmettere il tutto al comando generale arma in Roma. Quest'ultimo diramo' una circolare in cui informava tutti i comandi arma della costituzione dell’UNAC, chiedendo di riferire sull’apertura di sedi nelle proprie giurisdizioni.
l’UNAC si munì di un proprio organo informativo ufficiale " la rivista dell’arma" regolarmente registrato ed autorizzato dal tribunale di bari, giornale mensile che viene inviato gratuitamente ad oltre 10 mila tra comandi arma, enti governativi ed istituzionali, questure, prefetture, sindaci ed amministratori locali, oltre che inviato a tutti i soci e simpatizzanti UNAC. Sin dagli albori della propria attivita' l’UNAC si è fatta carico di assistere i carabinieri in difficoltà unitamente a chiunque altro ne chiedesse assistenza. Attraverso la costituzione di un pool di legali amministrativisti, penalisti, civilisti ed esperti in regolamenti militari, prontamente assistiti dai carabinieri direttivi dell’UNAC.
Molteplici sono le battaglie giuridiche intraprese e vinte a favore di tutti i colleghi in sede amministrativa soprattutto, ma anche legislativa. l’UNAC si è fatta promotrice di interrogazioni parlamentari, proposte di legge, ricorsi collettivi ed individuali, assistenze legali in procedimenti a carico dei propri iscritti di ogni tipo, riuscendone sempre vittoriosa. Attraverso "la rivista dell’arma" opera una attività informativa libera e professionale a favore di tutti i carabinieri, poliziotti, finanzieri, militari e cittadini comuni. Dal 1997 al 2000 i carabinieri dell’UNAC agiscono senza alcun tipo di problematica ambito comandi arma, i cui comandanti ne apprezzano i tentativi e le lodevoli iniziative per il miglioramento dello status di carabinieri. Dal 2000 in poi, comincia in maniera inspiegabile ( ma non troppo ) una azione delegittimante e denigratoria contro l’UNAC ed i suoi aderenti.
A seguito dell’avvenuto suicidio del carabiniere gianluca deledda, all’epoca segretario UNAC per bergamo, fu consigliato di richiedere comunque l’assenso del ministero della difesa, anche se non era necessario, sia in quanto l’UNAC già esistente ed operante da diversi anni, era perfettamente conosciuta dai vertici militari, sia perché non rientrante nell’applicazione dell’art.8 del regolamento di disciplina militare, in quanto non costituita da soli militari ma aperta a tutti, come ratificato all’epoca della sua costituzione dagli stessi vertici militari. l’UNAC dava nel frattempo alla luce un dossier, cossiddetto dossier "pappalardo" facendo scoppiare una accesa polemica ambito arma che vedeva il ministro della difesa on. Sergio mattarella fortemente in difficoltà . Lo stesso ministro, prima di lasciare l’incarico perché mandato a casa dagli elettori italiani, rigettava l’atto di assenso richiesto dall’UNAC, su parere negativo del comando generale arma carabinieri.
l’UNAC impugnava detto rigetto innanzi alla giustizia amministrativa, tuttora pendente innanzi al consiglio di stato, investendo altresì della questione la corte di giustizia europea. Attesa la chiusura da parte del comando romano ad ogni tipo di dialogo, l’UNAC richiedeva la costituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione di miliardi e miliardi all’anno attraverso le detrazioni dalle buste paga di tutti i carabinieri, all’epoca senza alcuna "delega" ovvero autorizzazione da parte degli interessati, che andavano a foraggiare lvarie associazioni e/o fondazioni costituite, rette e gestite dai generali del comando generale arma come : l’anc, l’onaomac, il fondo asistenza previdenza e premi, il giornale "il carabiniere" e quant'altro esistente. La richiesta veniva avanzata dall’on. Giacomo stucchi nella legislatura sino al 2001 e dal sen. Luigi malabarba nella legislatura successiva, senza che nessuno abbia avuto il coraggio di darne seguito per il grosso scandalo che avrebbe causato, ma l’UNAC non demorde. I vertici dell’arma allora invitano tutti i comandi regionali a perseguire ogni carabiniere che risultasse aderire all’UNAC. Tutti i carabinieri segretari UNAC vengono sottoposti a procedimenti disciplinari, ma gli stessi vengono tutti archiviati.
Allora i vertici tentano di perseguitare gli stessi attraverso l’azione penale militare, con l’ausilio di procuratori militari compiacenti, ipotizzando reati di sedizione. Vengono aperti procedimenti penali militari praticamente innanzi ai tribunali militari di tutta italia, ma con esito negativo perché tutti i provedimenti vengono archiviati o con sentenze di assoluzione a favore dell’UNAC che rafforza cosi' la propria esistenza anche grazie all’alta professionalità dello staff legale nazionale. Allora si tenta di far danno all’organo informativo dell’UNAC, inviando agli inserzionisti pubblicitari una lettera del comando generale che li invita, quarda caso a rivolgere la propria pubblicita' al giornale "il carabiniere" edito dai generali e non certo alla " rivista dell’arma" edita dai carabinieri e marescialli dell’UNAC, ma anche quì con scarso successo. I pubblicisti dedicano la propria attenzione all’informazione pura e vera a quella dell’UNAC e non a quella del comando arma che costringe le stazioni carabinieri a ricercare abbonamenti al proprio giornale, in una sorta di succursali giornalai, a cui molti comandanti di stazione si prestano, dando chiaro esempio di quale "liberta'" di stampa viene intesa dai generali. Pur godendo tutti i militari e carabinieri di quanto previsto dall’art.9 del rdm, ovvero di poter detenere, leggere ed abbonarsi anche in ufficio ad ogni tipo di pubblicazione, in maniera strisciante viene vietato ai carabinieri di detenere e leggere in caserma "la rivista dell’arma", ottenendo l’effetto opposto, le caserme ne sono invase. Intanto tutti i carabinieri collaboratori dell’UNAC ottengono il tesserino di giornalista, ed importanti riconoscimenti, apprezzamenti e patrocinii da: parlamento europeo; camera dei deputati; senato della repubblica; ministero della giustizia; ministero dei rapporti con il parlamento; ministero dei trasporti; ministero dell’agricoltura; ministero dei beni culturali; regione lazio; regione calabria; regione sicilia; provincia di nuoro; provincia di trapani; provincia di catanzaro; provincia di latina nonchè da numerosi comuni da tutta italia.
Oggi l’UNAC vanta riconoscimenti internazionali in unesco. Numerosa è stata l’attività convegnistica dell’UNAC, spesso in sede parlamentare alla camera come al senato.come numerosissimi sono gli interventi dei segretari dell’UNAC sulla stampa nazionale in ogni situazione che riguardava il comparto sicurezza. Oggi l’UNAC è accreditata presso tutti gli organismi di stampa nazionale ed estera. Il proprio sito internet nazionale e la web tv sono stati visitati da oltre 1 milione di visitatori in un solo anno. l’una ha dato alla luce le seguenti pubblicazioni in libri: procedimenti disciplinari di corpo e di stato; benemerita illusione, sicurezza sul lavoro; sicurezza stradale; i carabinieri nella storia d'italia.
l’UNAC attraverso il proprio presidente mar.cc. Antonio savino è stata l’artefice della prima causa di mobbing instaurata ambito arma dei carabinieri innanzi ad un tribunale civile, giudice del lavoro, che vede citati per danni un generale dell’arma e tre colonnelli dei carabinieri in servizio; analoghe iniziative sono in corso da parte di molti segretari UNAC. Intanto nasceva il centro anti mobbing nazionale. Tutti i carabinieri che hanno fatto parte dell’UNAC, usciti dall’anonimato e dall’essere semplici numeri, sono diventati punto di riferimento in ogni attività legata al comparto sicurezza. Veri attori del futuro di ogni carabiniere. Chiunque si è allontanato dall’UNAC, per paura, per servilismo, per opportunismo, per vantaggi personali o peggio per vigliaccheria è ritornato nel ghetto dal quale invano tentava di uscire.
I carabinieri dell’UNAC, non si sono mai nascosti ne mai dissociati o arresi, a differenza dei tanti don chisciotte che nel corso degli anni hanno cercato di emergere per soli fini personali. Gli uomini dell’UNAC non hanno ambizioni di carriera, per noi il grado militare non và di pari passo con la dignità . Noi siamo già grandi. Veri uomini di libertà ad esempio di tutti i carabinieri che sempre più numerosi vi aderiscono. Oggi l’UNAC vanta oltre 50 mila tra iscritti e simpatizzanti in italia ed all’estero. Chiunque ha tentato di soffocarla, annientarla, denigrarla ha dovuto fare i conti con la storia che vede comunque una idea di libertà sembre viva a prescindere dagli uomini che la perseguono.
I carabinieri dell’UNAC sono sempre aperti e disponibili con tutti, senza mai giudicare l’operato di nessuno, ma solo dando quel apporto morale, giuridico e professionale per potersi adeguatamente difendere. Oggi ogni generale o ufficiale conosce e teme l’UNAC ed i suoi aderenti, quali uomini liberi, preparati e di diritto. l’UNAC ha chiesto ed ottenuto l’intervento della corte di giustizia europea sui diritti dell’uomo per tutti gli abusi subiti in termini di diritti costituzionali ed individuali.
l’UNAC non ha mai voluto avere a che fare con altre fantomatiche associazioni oggi tutte scomparse, che hanno dimostrato di perseguire e privilegiare propri fini personali piuttosto che collettivi. l’UNAC ripudia i cocer, coir, cobar, ovvero tutte le cossiddette rappresentanze militari, considerate vere "rappresentanze di comodo" asservite e gestite dai generali. Organismi i cui uomini pur con intenti iniziali bonari, sono sempre stati messi al silenzio dai "gestori" che li ospitano nei comandi ufficiali, e li premiano in carriera, a cui stà bene tale inesperienza, servilismo e mancanza di qualsivoglia iniziativa a favore dei carabinieri, continuando così a gestire il proprio potere indiscriminato. l’UNAC intende ed intenderà porsi in confronto con il proprio datore di lavoro, sedendosi al tavolo delle trattative per tutti i carabinieri, senza asservirsi a nessuno, ma contrattando nel diritto sindacale "alla pari".
l’UNAC non ha mai voluto avere a che fare con i sindacati già esistenti ovvero cgil,cisl,uil e similari ormai alla mercè dei poteri forti, ne tantomeno ha mai voluto avere a che fare con i tanti sindacatini della polizia di stato che non riconosciamo affatto quali ns. Rappresentanti in sede contrattuale, ma che siamo costretti a subire ed accettare nostro malgrado. l’UNAC si accinge ad entrare dalla porta principale nella tutela sindacale per tutti i carabinieri, essendo l’unica ad aver dimostrato serieta', professionalita', liberta', competenza e dedizione ai problemi di tutti i carabinieri, oggi votati all’agonia giuridica ed economica. Situazione che continua a mietere vittime, in italia ed all’estero.
vedi iraq e dintorni.
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