Magistrati, 2 giorni di sciopero Ma la protesta è politica

I magistrati raddoppiano. I giorni di sciopero saranno due, l’11 e il 12 marzo. Quest'ultimo solo simbolico, con la rinuncia allo stipendio. Ma la protesta - che ha per bersaglio la riforma dell’ordinamento giudiziario - diventa tutta politica, almeno nelle parole di un esponente di punta dell’associazione, Carlo Fucci, che vede nelle nuove regole già votate dal senato ed in attesa del sì della camera il pericolo di una “deriva fascista”.

Cioè il bis di quanto avvenne, con Mussolini, all’indomani della marcia su Roma: una magistratura alle dipendenze del potere politico. Inaugurato pochi giorni fa alla presenza di Ciampi, e dopo aver ospitato anche il guardasigilli Castelli, il congresso dei magistrati si conclude con un nuovo scontro. Riforma fascista? La verità è un'altra - risponde subito il centrodestra. La verità . Protesta il coordinatore di Forza Italia, Bondi " “è che nasce il partito politico dei magistrati. Nasce violando il principio costituzionale della divisione dei poteri”. Non è neppure mezzogiorno, quando la polemica è già al calor bianco. Ma un primo colpo di freni arriva proprio da Venezia.

Bruti liberati, presidente dell’associazione, sconfessa Fucci, il segretario: “ha parlato solo a titolo personale”. Lo stesso protagonista dell’attacco precisa: lungi da me ipotizzare un ritorno al fascismo. Ma ormai la frittata è fatta. In difesa del ministro della Giustizia - che cerca a fatica di ottenere il definitivo via libera alla riforma - arriva anche il suo partito, la Lega, che si appella a Ciampi.

“Intervenga! Altrimenti risponderemo noi, in Parlamento, con la clava”, avverte Calderoli. Al contrattacco, da sinistra, solo i verdi. “Il governo vuole imbrigliare i magistrati”. Nel mezzo, una legge che distingue le carriere fra magistrati e pubblici ministeri prevedendo concorsi separati, e che pone fine alla carriera solo per anzianità . Una riforma - quella presentata dal governo - che vieta l’iscrizione ai partiti e ai movimenti politici. Sono regole che i magistrati continuano a respingere. Nonostante la riforma si avvicini al traguardo.