Lo scoppio di un cilindro di plastica usato per le sorprese degli ovetti di cioccolata in una via di Treviso, a due passi dal tribunale, ha riportato l’incubo di Unabomber, l’anonimo bombarolo che da anni terrorizza il Nordest.
Sono da poco passate le 9.30 quando, in via Verdi, una ventina di studenti di una scuola media, assieme ad una docente, si sta recando a piedi verso il teatro Edem per assistere ad uno spettacolo. Uno di loro vede per terra dei piccoli contenitori di plastica. Senza pensarci dà un calcio, ed è proprio il calcio che salva Matteo o forse la sua passione quella del calcio, che lo spinge a compiere in modo istintivo tale azione.
Uno scoppio improvviso scuote l’area e crea attimi di apprensione tra i ragazzi. Per fortuna nessuno resta ferito. È un attimo e sul posto arrivano le forze dell’ordine.
Le schegge lo avrebbero raggiunto al viso, alle braccia, avrebbe avuto le dita maciullate, ma questa Volta per fortuna di Matteo, il destino è stato meno crudele, "Forse con l’aiuto del Buon Dio". E così si è risparmiato il destino toccato alla piccola Francesca, la bambina di Oderzo al quale Unabomber ha rovinato la vita.
Francesca, che il 25 aprile di due anni fa raccolse sul greto del Piave un pennarello di plastica, anche quello di colore giallo, senza sapere che si trattava di una micidiale trappola esplosiva. Dai sassi del fiume a una strada del centro di Treviso. Via Verdi dista una cinquantina di metri dal tribunale, e forse proprio per questo il folle ha seminato qui i suoi ordigni.
«l’attentato - dicono gli investigatori - è al 99% riconducibile ad Unabomber. Il folle che sta terrorizzando il Nordest da tanti anni. Una certezza sulla firma dell’attentatore potrà arrivare, comunque, solo dagli esami chimici del materiale esplosivi, ma troppi elementi sembrano concordanti: le caratteristiche dell’ordigno e le modalità dell’occultamento dell’esplosivo (l’ultima volta il 25 aprile 2003 Unabomber aveva usato un pennarello ferendo una bambina di 9 anni sul greto del Piave).
Sulla scena dello scoppio, intanto, arrivano gli uomini della squadra speciale investigativa contro Unabomber, mentre si attende l’arrivo dei carabinieri del Racis da Parma. Giunge anche il procuratore aggiunto Giovanni Ciceri, mentre il procuratore Antonio Fojadelli punta l’attenzione sul luogo dove è avvenuta l’esplosione, a poca distanza dal palazzo di Giustizia (»questo è ciò che ci dà più fastidio«), e indica che gli inquirenti sono pronti ad accettare quella che di fato appare come la nuova sfida lanciata da Unabomber.
Tutti i frammenti dell’ovetto esploso sono stati raccolti. Dal cilindro intatto gli inquirenti sperano di ottenere nuove preziose informazioni. In queste ore la Lega Nord ha anche rilanciato l’ipotesi di una taglia: 5000 euro a chi permetterà la cattura di questo pericoloso squilibrato.
TG5 / GDS
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