Cadono a pezzi le chiese storiche di Biancavilla

Quattro quelle chiuse. In altre seri problemi. A breve(forse) i lavori di consolidamento.

Un patrimonio che, da tempo, va lentamente in rovina. Ma, adesso, per le chiese di storiche di Biancavilla, un patrimonio non solamente religioso, la situazione comincia a diventare delicata e grave: si stanno sbriciolando come un grissino. Senza tanto rumore, a settembre, adottati dal sindaco i primi provvedimenti di chiusura. Poi ne sono arrivati altri. Attualmente sono quattro le chiese off-limits fra cui quella dell’Idria. Oltre alla chiesa dell’Idria, le strutture sono pericolanti anche in altre tre chiese: Gesù e Maria, S. Maria della Mercede, Sant’Orsola: pareti lesionati, infiltrazioni d’acqua piovana, volte e soffitti cadenti. Insomma, in apparenza, roba di poco conto, che l’incuria ha però molto appesantito.

E potrebbe non finire qui; anzi, da un momento all’altro, potrebbe arrivare qualcosa di più clamoroso. Anche la monumentale Chiesa Madre non è priva di problemi: cupola lesionata, infiltrazioni d’acqua, un pilastro pericolante rendono il quadro più fosco. Il Prevosto fa presente che i lavori di restauro partiranno presto.

Situazione, più o meno analoga, nella chiesa dell’Annunziata, per breve tempo transennata ed oggi, con l’impegno del parroco e dei fedeli, la situazione è decisivamente migliorata. E in quella del Rosario, dove nei giorni scorsi, si è avuto il distacco di alcuni decori della volta.
Tuttavia, tutto si consuma nel silenzio e nell’indifferenza. E i poveri parroci, più esperti nella cura delle anime che dei beni terreni, in totale solitudine, non sanno a che santo rivolgersi.

Frattanto, il degrado avanza inesorabile. Oltre che nella chiesa dell’Idria, le strutture sono pericolanti anche in altre tre chiese: Gesù e Maria, S. Maria della Mercede, Sant’Orsola: pareti lesionati, infiltrazioni d’acqua piovana, volte e soffitti cadenti. Insomma, in apparenza, roba di poco conto, che l’incuria ha però molto appesantito.
Un assessore della passata amministrazione aveva pensato ad una soluzione radicale, come, ad esempio, quella di abbattere la Settecentesca chiesa di Sant’Orsola per ricavarvi un bel parcheggio, proprio di fronte il municipio. Non c’è che dire: un’idea bizzarra, che, per il disinteresse generale, potrebbe diventare amara realtà , e non solamente per la chiesa di Sant’Orsola. Non rimane sperare che il Padre Eterno illumini quanti dovrebbero correre ai ripari, prima che sia troppo tardi.

Vincenzo Ventura
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