Per rilanciare l’Italia rileviamo la sfida dell’educazione (VII)

Per rilanciare l’Italia rileviamo la sfida dell’educazione (VII)

182.4K visualizzazioni

Nascere e crescere liberi

La fine del secolo scorso è stato il tempo dei diritti delle donne e dei bambini, purtroppo spesso più nelle dichiarazioni che nei fatti.

Con la carta dell’ONU del 1989 per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il bambino è diventato a pieno titolo protagonista e soggetto di diritti e politiche, che ne affermino a pieno le potenzialità individuali, indipendentemente dalla famiglia di origine.

Noi crediamo nelle pari opportunità di partenza per ciascun bambino e bambina, nel diritto a nascere e crescere liberi da qualsiasi condizionamento culturale, religioso, da qualsiasi barriera sociale ed economica. Per garantire questi diritti ai bambini e agli adolescenti, occorre attivare politiche pubbliche che non lascino sole le famiglie nei compiti di cura ed educazione, che investano nelle opportunità di vita delle madri e dei padri, che non uccidano i bambini prima della nascita e rendano protagonisti i bambini, non come soggetti da tutelare, ma promovendo la loro reale partecipazione alle scelte che li riguardano, nella scuola e nelle città .

Riteniamo prioritari il diritto di ogni bambino ad avere una famiglia che lo educhi, lo ami e lo sostenga, il diritto a nascere e crescere in salute e benessere, a rompere la barriera della povertà minorile che imprigiona ancora oltre il 20% dei bambini italiani.

Vogliamo un sistema educativo pubblico che sia luogo di crescita e socializzazione contro la solitudine dei bambini in un mondo di adulti, dalla nascita fino all’obbligo scolastico a 16 anni e formativo a 18 anni; che promuova e sostenga il successo scolastico e formativo di ciascuno e combatta la dispersione scolastica ed il lavoro precoce, rafforzando le opportunità di vita future dei nostri ragazzi e contribuendo alla competitività del paese.

Vogliamo promuovere una comunità educativa dove la scuola, la famiglia ed i protagonisti del welfare locale mettano al centro i bisogni dei bambini e degli adolescenti che nascono e crescono in Italia, di qualsiasi nazionalità siano i loro genitori, contribuendo alla creazione di una società aperta.



Una politica che guardi lontano

Quando un Paese investe su bambini e adolescenti sostiene un costo immediato che porterà benefici solo in futuro, distribuendoli nell’arco della vita. Tuttavia un simile investimento è assolutamente necessario. Il patto tra le generazioni e tra i generi deve comprendere anche chi non è in grado di stipulare nessun patto.

La formazione, l’educazione, fin dai primissimi mesi sono leve decisive per rompere la solitudine dei bambini e delle famiglie; per sostenere le sempre più incalzanti sfide economiche globali che il futuro ci riserva; per ridisegnare le politiche contro le disuguaglianze.

Si deve affermare e perseguire il valore dell’eguaglianza delle opportunità di vita, ma anche la libera scelta, nell’educazione dei bambini e degli adolescenti perché la vita è ancora tutta davanti a loro ed è bene che la inizino sentendosi alla pari.



Politiche per l’infanzia e l’adolescenza

Se si parte da un'analisi del contesto risulta che:

- ci sono meno bambini, più isolati rispetto ai propri coetanei, adolescenti più insicuri, più diseguali nelle opportunità di vita, più poveri, meno certi dei diritti, in particolare se vivono al Sud;

- la spesa sociale è assolutamente insufficiente per i bambini e le famiglie: in Italia è meno della metà della media europea (media EU 8,3 - Italia 3.6);

- il cammino è iniziato da diversi anni ma i mezzi di questi progetti sono sproporzionati agli obiettivi, anche minimi.

Dimensione locale e globale

l’infanzia obbliga le comunità a guardare oltre lo Stato e quindi oltre i confini stessi della cittadinanza. La tutela dell’integrità fisica, il diritto alla propria famiglia e a vivere nel proprio paese, il diritto ad essere ospitato nei paesi non di provenienza hanno condizionato e devono continuare a farlo le leggi sull’adozione, quelle contro la tratta, la violenza, il turismo sessuale, il lavoro minorile, i bambini non accompagnati, il diritto d'asilo e la cooperazione internazionale. Soprattutto hanno aperto una prospettiva radicalmente nuova al fenomeno migratorio. Occorrono politiche attive locali, nazionali, europee.



Politica generale per la famiglia

L’impegno è un lavoro di politica generale essendo i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza il nucleo dei diritti alla persona. Puntare sull’infanzia e sui giovani per noi, significa lanciare, a un paese in lista di attesa su tutti i fronti, un messaggio di speranza e fiducia nel futuro.

Vogliamo mobilitare concretamente il mondo che ruota intorno ai bambini e agli adolescenti, mantenendo stretto il legame tra analisi dei bisogni ed elaborazione delle proposte. Non si può sempre lavorare solo sull’emergenza, quando i riflettori dei media puntano sulle devianze, sui fatti di cronaca nera. Tendiamo sempre a spostare l’attenzione sulla quotidianità , così come è vissuta dalla massa. Questo metodo ci ha consentito di estendere le radici culturali, ricevendo interessanti contributi, rinnovando entusiasmo e nuove energie, in particolare alla riunione a favore della famiglia di maggio 2007: il 5 a Bruxelles e dal 12 al 14 a Roma, Stoccarda e Varsavia.

Diventa pertanto naturale inserirsi nel percorso mettendo a disposizione l’originalità della nostra esperienza, dei nostri convegni e delle nostre ricerche, facendo leva su questi punti:

- la concretezza: partire dalle cose concrete e dalle tematiche di interesse comune;

- l’ascolto: organizzare iniziative sul campo partendo dall’analisi dei bisogni;

- la partecipazione: valorizzare le competenze e formare gruppi di lavoro che si aggregano per interessi e competenze;

- l’azione civica: trovare le risposte a livello locale e nazionale

- l’organizzazione: perseguire la massima flessibilità organizzativa, attivando anche luoghi inusuali di incontro (sezione virtuale, spazi in siti web, gruppi tematici che si tengono uniti su un "territorio" di interessi, promuovere un coordinamento a rete per socializzare le elaborazioni);

- l’informazione: pubblicare i nostri studi e le nostre proposte e confrontarli con quelli degli altri gruppi.


Eugenio Armando Dondero
Portavoce
Coordinamento Monarchico Italiano