Vicenza (Adnkronos) - Oltre 200 milioni di euro tra ricavi non dichiarati e costi fittizi, 140 milioni di fatture fasulle, quasi 40 milioni di Iva sottratta all’erario, 11 persone denunziate e 22 società segnalate alle Autorità di diversi Paesi della U.E.
Sono i risultati di una vasta operazione conclusa dal Nucleo di Polizia Tributaria di Vicenza dopo un anno di intense ed articolate indagini.
l’ operazione è iniziata nel febbraio del 2007, quando le fiamme gialle vicentine, dopo una approfondita attività di intelligence, hanno concentrato la loro attenzione su una società di Mussolente, nel bassanese, specializzata nel commercio all’ingrosso di apparati elettronici e informatici.
Durante le operazioni di verifica, i militari della Sezione Verifiche Complesse del Nucleo P.T. hanno fin da subito riscontrato alcune irregolarità , correlate principalmente a sospette movimentazioni di merce ed alla relativa fatturazione.
Lo sviluppo di tutti gli elementi raccolti ha presto confermato i dubbi che si trattasse di una vasta ed articolata frode ''carosello'' all’IVA nel commercio di materiale elettronico, in particolare di telefoni cellulari e fotocamere digitali.
Il meccanismo, ormai ben consolidato, di tali tipi di frode è alquanto complesso e si pone essenzialmente due scopi: quello di causare un fraudolento abbassamento del prezzo di mercato di un prodotto (violando in tal modo le regole della concorrenza a svantaggio dei commercianti onesti) e quello di sottrarre all’Erario l’ IVA, che non viene versata e, normalmente,''spartita'' tra gli artefici della frode, spiegano le Fiamme Gialle di Vicenza.
Nella realtà , i rapporti commerciali tra le stesse societa' sono fittizi, in quanto non avviene uno spostamento delle merci dai magazzini, ma tutto si sviluppa attorno ad un vorticoso ''giro'' cartolare di fatture false.
Le società costruiscono, quindi, uno pseudo-movimento circolare delle merci che passa attraverso società cd. ''cartierè', che non versano l’imposta sul valore aggiunto, e causa una progressiva limatura dei prezzi, in grado di annullare la competitività delle imprese concorrenti.
Analizzando i rapporti sospetti della società verificata con altri operatori economici, le Fiamme Gialle del capoluogo berico hanno allargato le indagini verso altre due aziende del vicentino ed individuando una grossa ''cartiera'' con sede legale a Torino ma operante di fatto a Belluno, amministrata da Q. F. A., un cittadino inglese di origini pakistane, che non ha presentato alcuna dichiarazione negli anni 2005 e 2006, evadendo le imposte per decine di milioni di euro.
Il cittadino pakistano ha pensato bene tuttavia, di coinvolgere, nella truffa, una sprovveduta donna del bellunese, Z.L.C., alla quale aveva prospettato in modo ingannevole facili guadagni, qualora si fosse intestata una società che apparentemente avrebbe iniziato ad operare vendendo telefonini su e-bay ma che di fatto, da tempo, già emetteva fiumi di fatture false a sua insaputa.
Tirando le somme dell’''Operazione Matrix'', i finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza, ricostruendo i percorsi compiuti dalle società per perpetrare la frode, hanno quindi potuto constatare i rilevanti importi evasi e denunciare alle A.G. competenti ben 11 soggetti: le ipotesi di reato contestate vanno dall’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, al mancato versamento dell’IVA e alla frode fiscale.
Sono state inoltre segnalate a molti altri Reparti del Corpo, per gli ulteriori autonomi accertamenti di natura fiscale, numerose imprese che sono risultate coinvolte nella truffa.
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