Milano: Il vice Sindaco De Corato: "Aiuteremo la gente". Cinquanta uomini - tra effettivi e volontari - già inviati sui luoghi colpiti dal sisma e altri venti sono in preallerta. A disposizione degli sfollati 35 tende e una cucina da campo
La Protezione Civile di Milano in azione
Milano, 6 aprile 2009 - “La Protezione Civile di Milano partirà nelle prossime ore con circa 50 uomini diretti nelle zone terremotate per portare aiuto agli sfollati mettendo a disposizione alcuni mezzi di soccorso, tra cui 35 tende e una cucina da campo”. Lo comunica il vice Sindaco Riccardo De Corato che ha la delega alla Protezione Civile.
“In particolare - spiega De Corato - verranno messi a disposizione 35 tende pneumatiche, complete di brandine, riscaldate e illuminate e 2 torrifaro. Trenta volontari affiancati da personale tecnico della Protezione Civile e del Nuir (Nucleo intervento rapido del Comune) si occuperanno della logistica. Quattordici persone, 9 cuochi di Milano Ristorazione e 5 volontari, faranno invece funzionare la nuova cucina da campo acquistata lo scorso dicembre dalla Protezione Civile di Milano che è in grado di sfornare 1800 pasti all’ora. Cucina che funzionerà grazie a un generatore da 320 kilowatt e che sarà affiancata da due tendoni da 140 metri quadrati utilizzati come area pasti e una tenda da 40 metri quadri per la segreteria del campo. Altre 20 persone (7 dipendenti dell’area tecnica del Comune e 13 del Politecnico) sono pronti a partire in caso di necessità per le verifiche statiche degli edifici”.
“Oggi - sottolinea De Corato - la Protezione Civile di Milano si avvale di 15 dipendenti e 200 volontari. Ma grazie alla esperienze maturate in passato in diverse situazioni di criticità opera 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno e coordina altre strutture e settori dell’Amministrazione per dare riposte rapide alle emergenze. Il piano predisposto per i terremotati dell’Abruzzo è un esempio di questa nuova applicazione. Ringrazio Atm - conclude De Corato - che aveva prontamente messo a disposizione alcuni mezzi. Mezzi che, sulla base delle notizie giunte, non sono più necessari”.
COMMEMORATE LE VITTIME IN CONSIGLIO COMUNALE
Con un minuto di silenzio in Aula a Palazzo Marino, il Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri ha commemorato le vittime del terremoto in Abruzzo in apertura di seduta, comunicando anche ai consiglieri le prime azioni intraprese dal Comune di Milano per intervenire nell’emergenza. Su decisione dei Capigruppo, i lavori sono stati poi chiusi senza procedere alla trattazione dei punti all’ordine del giorno, con l’impegno unanime a favore di uno specifico progetto nella Regione: magari una sala consiliare danneggiata, “luogo della democrazia e della ricostruzione anche civile”.
“Oggi il cuore del Consiglio comunale e dei nostri concittadini " ha detto Manfredi Palmeri " è presente in quelle terre che soffrono e accanto ai milanesi di origine abruzzese. È un sentimento che ho voluto trasmettere ai Presidenti dei Consigli comunali delle città colpite dal sisma, cercando di manifestare loro parole di solidarietà ma anche di incoraggiamento, perché trovino la forza e la volontà di ricostruire, non solo dal punto di vista materiale. Insieme al dolore per le vittime e i sopravvissuti, ho voluto esprimere anche la riconoscenza per tutti coloro che sono impegnati nei soccorsi con coraggio, generosità e spirito di sacrificio”.
“In questa giornata di profondo dolore e di lutto per tutto il nostro Paese " ha proseguito il Presidente Palmeri " testimoniamo la nostra solidarietà , la nostra vicinanza, il nostro affetto, il nostro cordoglio alle popolazioni dell’Abruzzo colpite dalla sciagura del terremoto. È una tragedia che ci tocca profondamente e continua a commuoverci in queste ore, per le donne, gli uomini, i bambini privati di tutto in pochi istanti; è stato colpito anche il patrimonio storico e artistico in una terra ricca di testimonianze di civiltà , di cultura, di spiritualità ”.
Ricordando il bilancio drammatico delle vittime destinate ad aumentare, il Presidente Palmeri ha aggiunto: “Oggi siamo costretti a citare delle cifre, ma dobbiamo ricordarci, anche quando più avanti l’attenzione potrebbe diminuire, che dietro a ogni numero c’è una vita, un volto, una storia: verso tutte queste persone abbiamo un dovere di memoria di cui l’intero Paese dovrà farsi carico nelle prossime ore e nel futuro”.
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