Lucca - I Carabinieri di Lucca, dalle prime ore di oggi 04 agosto 2009, hanno eseguito dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di un gruppo criminale che, sfruttando i legami con altri gruppi dimoranti in Olanda, Belgio, Spagna e Francia, faceva giungere grosse partite di droga nel capoluogo piemontese, per poi smistarla in Toscana ed in Emilia Romagna, alimentando così il commercio illegale di cocaina, eroina e marijuana tra i frequentatori di locali e circoli di intrattenimento nelle province di Lucca, Pisa e Torino.
l’organizzazione criminale, per il trasporto dello stupefacente, utilizzava donne di colore incensurate, alle quali acquistava i biglietti aerei o ferroviari, facendole viaggiare con bambini piccoli al seguito, proprio al fine di scongiurare ogni sospetto e celare la vera motivazione del viaggio. Invece, i viaggi erano vere missioni lungo le classiche rotte del traffico internazionale di stupefacenti, ovvero il corridoio Olanda - Belgio - Spagna - Francia - Italia, con centro di smistamento Torino. Le donne erano addestrate a fronteggiare ogni situazione, erano preparate ad ingoiare gli ovuli di cocaina, trattenendoli anche per più giorni, fin quando il carico non giungeva al destinatario.
Tale modalità di trasporto era utilizzata anche per lo spostamento dello stupefacente da una città all’altra dell’Italia.
Nella mattinata odierna i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Lucca, a conclusione della complessa indagine convenzionalmente denominata Black Eagle, dopo un anno di difficile lavoro, hanno smantellato il sodalizio criminale composto prevalentemente da cittadini di nazionalità senegalese, molti in regola con le norme sul soggiorno e già residenti in Italia da molto tempo. I senegalesi, attraverso una fitta rete di legami parentali, avevano costituito un gruppo perfettamente organizzato, con propaggini in Olanda, Belgio, Spagna e Francia, sempre in collegamento con i connazionali residenti in Italia, tanto da riuscire a far giungere nel nostro paese ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, che, attraverso un rodato sistema, era distribuita e venduta al dettaglio, producendo un giro di affari di svariate centinaia di migliaia di euro.
Le indagini sono partite l’estate scorsa da un cittadino senegalese, residente a San Concordio, che aveva attirato l’attenzione per l’alto tenore di vita e soprattutto per l’andirivieni di numerose persone dalla sua abitazione, le quali si intrattenevano all’interno solo per pochissimo tempo, talvolta per pochi istanti. Attraverso numerosi servizi di osservazione, pedinamento e con l’ausilio di attività tecniche sofisticate, è stato possibile ricostruire i collegamenti del cittadino extracomunitario con i propri fornitori, i quali a loro volta non erano che i primi anelli della catena distributiva dell’organizzazione criminale.
Determinante, nel mese di settembre 2008, l’intercettazione e l’arresto di tre corrieri.
Poco alla volta, sono stati così ricostruiti ed individuati i canali di rifornimento all’estero, in particolare in Olanda, Belgio, Spagna e Francia, verso cui giungevano dall’Italia numerosi versamenti di danaro, necessari per finanziare i nuovi rifornimenti di droga.
È in questa successiva fase che, nel mese di ottobre, è stato individuato un'altro corriere, una donna incensurata di origine dominicana residente a Livorno che, accompagnata dai due figli minori di 6 e 12 anni, partita dall’aeroporto di Pisa, ha raggiunto l’Olanda, per poi, dopo due giorni, fare ritorno in Toscana in treno, via Torino, venendo tratta in arresto alla Stazione di Viareggio con oltre 3 kg di marijuana celati all’interno di un borsone.
Particolare interessante è che la donna, in una stazione ferroviaria di Parigi, era stata casualmente fermata per un controllo da alcuni agenti della Police Nationale quando aveva già il carico nel borsone. La cittadina domenicana ha evitato l’ispezione del borsone intenerendo i poliziotti, recitando la storia che era di ritorno in Italia, proveniente dall’Olanda, ove si era recata per far vedere i due figli minori al marito dal quale si era separata. Gli agenti, evidentemente rassicurati da quel quadretto familiare, non hanno approfondito il controllo, lasciando andare la mamma corriere. In tale occasione l’organizzazione pagò i biglietti aerei per l’andata Pisa - Amsterdam e per il ritorno in treno anche per i due bambini, utilizzati per rendere il viaggio certamente più normale e tranquillo. Una recita che ha funzionato alla perfezione.
La città di Torino, che ospita una comunità del Senegal molto numerosa, era il crocevia del traffico, ove avevano trovato stabile dimora i personaggi di più elevato spessore criminale, i quali gestivano i rapporti con gli altri esponenti del gruppo, tra cui i connazionali residenti in Toscana, in particolare nella provincia di Lucca, ove la richiesta di stupefacente era sempre molto alta. Difatti, gli spacciatori locali avevano tutti un livello di affari molto elevato ed erano collegati ad un senegalese, già residente in questa provincia, emigrato per Torino, in quanto promosso dall’organizzazione alla gestione di un superiore livello, oggi raggiunto da uno dei provvedimenti restrittivi emessi dal GIP di Lucca. l’extracomunitario, dopo giorni di servizi e pedinamenti, è stato rintracciato e catturato a Torino nella tarda serata di ieri. Lo stesso era alloggiato in un appartamento insieme ad altre 4 persone, due connazionali, un extracomunitario della Guinea ed ad un altro senegalese di origini francesi. La successiva perquisizione domiciliare ha consentito il rinvenimento di 572 grammi di eroina, nonchè di un vero e proprio libro mastro della proficua attività di spaccio. Per tali motivi oltre al detto senegalese, sono stati tratti in arresto anche le altre quattro persone, ritenute responsabili della detenzione ai fini di spaccio dell’ingente quantitativo di droga.
Sempre a Torino, grazie alla preziosa collaborazione con i colleghi del Comando Provinciale del capoluogo piemontese, nel mese di gennaio di quest'anno, era stato tratto in arresto, dopo giorni di servizi di osservazione e pedinamenti estremamente complicati, in quanto lo stesso era solito non avere una dimora stabile ma diverse abitazioni di appoggio, un cittadino di nazionalità francese, ma di origini senegalesi, trovato in possesso di 131 grammi di eroina e nonostante l’esibizione di documenti d'identità falsificati.
Durante l’esecuzione di un altro provvedimento restrittivo in Pisa, sempre a carico di un senegalese facente parte del gruppo criminale, all’interno dell’abitazione di quest'ultimo erano alloggiati due albanesi. La perquisizione domiciliare estesa a quest'ultimi ha consentito il rinvenimento di una pistola del calibro 7.65, detenuta illegalmente, sulla quale saranno portati avanti gli accertamenti per stabilire la provenienza ed eventuali usi illegali, motivo per cui i due sono stati tratti in arresto.
In totale, fino ad oggi, sette sono stati i corrieri arrestati in flagranza che avevano il compito di far giungere la droga in Toscana, sempre bloccati con quantitativi mai inferiori ai 300 - 400 grammi di cocaina purissima o eroina, sempre di ottimo taglio.
Le persone colpite dall’ordinanza di custodia cautelare sono complessivamente 12, tra cui due italiani e un nigeriano, i quali, in collegamento con i senegalesi, gestivano in proprio la vendita al dettaglio della cocaina.
Risultano ancora da catturare perché resisi irreperibili due cittadini senegalesi, tutti attivamente ricercati sul territorio nazionale.
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