Telefono Antiplagio controcorrente su Israele e nazismo

Facciamo un passo indietro nel tempo...

A proposito dell’inserzione a pagamento dell’Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche su Israele e il nazismo, non va dimenticato che tra il 1941 ed il 1942, quando giunsero notizie sui massacri, sull’uso di gas venefici e sulla produzione di sapone dai cadaveri da parte dei nazisti, la tendenza generale fu quella di non crederci; tale scetticismo pervase purtroppo anche il mondo ebraico americano, inglese e palestinese, convinto che le notizie venissero ingigantite per denigrare i tedeschi.
Il ricco e pavido movimento sionista, da non confondere con l’intero popolo ebraico, in quel periodo era impegnato ad elaborare progetti per il dopoguerra, anzichè prestare attenzione alla salvezza dei connazionali poveri e perseguitati. La penetrazione del pensiero e del partito nazista si è realizzata proprio con i finanziamenti di banche gestite da ebrei; l’alta finanza della Germania era tutta nelle mani degli ebrei, così come, sia allora che oggi, le banche inglesi e statunitensi: Rothschild, Lazard, Lehman, Warburg, Goldschmidt, Stein.
Uno dei più grossi benefici che l’aristocrazia sionista ha ricavato dalle sue complicità con Hitler è stato che da allora essa riesce a nascondersi dietro il ricordo del mostruoso sterminio dei fratelli ebrei per condurre le più sordide operazioni: traffico di droga, terrorismo, genocidio delle popolazioni arabe. Hitler, per conquistare il potere, negli anni 1929-33 spese ben 32 milioni di dollari, alcuni dei quali ottenuti dalla famiglia israelita dei Bleichroeder, tramite la Banca Commerciale Italiana; pure la banca americana AEG partecipò, con 60.000 marchi-oro, al fondo elettorale del partito nazionalsocialista e i banchieri Oppenheim furono i principali sostenitori finanziari di Hitler. La maggior parte dei più stretti collaboratori di Hitler era di nazionalità ebraica: senza l’aiuto di ebrei nel lavoro amministrativo e poliziesco i tedeschi avrebbero dovuto distogliere troppi uomini dal fronte.

È peggio combattere contro un popolo o contro il proprio popolo? Se dobbiamo dire la verità , perché non dirla tutta? Siamo sicuri che la politica aggressiva di Olmert sia condivisa dal popolo israeliano e che non stia facendo più danni agli ebrei che ai musulmani?

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Prof. Giovanni Panunzio, insegnante di religione, fondatore Telefono Antiplagio
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