ICT: STANCA, ALLE IMPRESE MANCA ANCORA CULTURA DELL’INNOVAZIONE

Convegno Ericsson su banda larga alle imprese- Capri, 19 giugno 2005

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Capri, 19 giu. ’05 " “Alle imprese italiane manca ancora la cultura dell’innovazione tecnologica. Proprio per sviluppare una specifica preparazione ed attenzione del mondo imprenditoriale, in particolare quello delle piccole e medie imprese, stiamo finanziando con la Confindustria e con le altre associazione di imprenditori un programma di formazione culturale sull’innovazione tecnologica, a partire da quella di processo”. Ad annunciare la nuova iniziativa del Governo è stato Lucio Stanca, ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, intervenendo in video-conferenza all’annuale convegno dell’Ericsson, in corso a Capri, dedicato alla larga banda e alle imprese.

L’intervento sarà co-finanziato con 3 milioni di Euro dal Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione, presieduto dallo stesso ministro Stanca, e l’iniziativa si svolgerà anche con un road-show attraverso il Paese.

“Personalmente diffido dalle aziende che investono negli strumenti digitali solo perché ci sono incentivi pubblici”, ha aggiunto il ministro, il quale ha poi ricordato che “la Pubblica amministrazione italiana sul fronte dell’innovazione sta dimostrando una maggior dinamicità delle imprese. Nell’apparato pubblico, centrale e locale, infatti, si è messo in moto un grande processo di ammodernamento, non ancora completamente visibile, che si sta proiettando nel Sistema Paese. Invece il settore imprenditoriale, soprattutto le piccole-medie imprese, è in ritardo su questo fronte in quanto ha una evidente difficoltà anche culturale a cogliere i vantaggi, pure in termini di competitività , che derivano dall’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT)”.

Stanca ha aggiunto che ”il fondo di garanzia per l’innovazione tecnologica (con una dotazione di 160 milioni di Euro) ed il fondo rotativo per l’high-tech, varati dal Governo, possono sì aiutare a superare l’attuale gap, ma da soli non bastano. Per questo è determinante avviare una riflessione che aiuti le PMI ad andare oltre la logica degli incentivi ed a compiere un salto culturale che consenta loro di capire il valore aggiunto, soprattutto in termini di produttività e di competitività , che deriva dall’uso delle tecnologie digitali”.

A tale proposito Stanca ha sottolineato che “mentre la ricerca dà risultati sul medio-lungo periodo e, comunque, non è accessibile a tutti a partire dalle PMI, l’innovazione tecnologica innesca benefici effetti già nel breve termine, andando subito ad incidere pure sul fattore costo del lavoro, oltre che ad aumentare la produttività ”.

A questo proposito il ministro ha ricordato che “la spesa media italiana pro-capite in ICT è di 400 Euro, contro i 600 del dato medio UE ed i 1.000 Euro di quello USA”.

Il ministro Stanca ha poi rivendicato “a questo Governo di aver posto per la prima volta nell’agenda il tema di una politica coerente ed integrata dell’ICT”.

dario.demarchi@poste.it