Ivano De Cristofaro, un italiano a Hollywood incontra Franco Columbu

Ivano De Cristofaro, l’attore napoletano a Los Angeles per interpretare Ferruccio Lamborghini e La Terra dei sogni. "Ho voglia di emozioni, dall’Italia agli USA questa esperienza va fatta" Ivano De Cristofaro, un italiano a Hollywood incontra Fanco Columbu "Un sogno lavorare con Arnold Schwarzenegger"

166.9K visualizzazioni

Los Angeles: Oggi Ivano De Cristofaro è decisamente di buon umore. Non risente della stanchezza di lunghe giornate di lavoro in palestra "Diventerò Lamborghini" che lo impegnerà a Los Angeles, dove si sta trasferendo per alcuni mesi. Senza nostalgia dell’Italia. "Sono periodi che devi saper accettare, fanno parte anche questi della vita", dice con molta serenità l’attore napoletano, sorseggiando un espresso in un bar della Universal Studios: dove ha appena acquistato una montagna di libri sulla vita del suo idolo Arnold Scharzenegger, tra cui la nuova biografia di Disney.
De Cristoforo è il primo attore italiano, dopo Valeria Golino e Raul Bova ad esser stato "ingaggiato" da Hollywood a pieno titolo: dopo aver figurato come protagonista nel libro e documentario da lui scritto con Sandro Ravagnani "Cosa farò da grande".
"È un piccolo documento, una prova d'autore che abbiamo fatto con pochi soldi ma in cui davvero abbiamo creduto," dice De Cristofaro di "Cosa farò da grande". "Per me è stato importante farlo, il messaggio principale, è stato quello di dare un segnale sulla integrazione razziale, soprattutto in un momento così difficile per il mondo intero, è importante che ci uniamo tutti in un abbraccio globale di sincero rispetto reciproco, e ci aiutiamo a superarlo, e sono in attesa di un copione per un grosso film d'azione, dove vorrei diventare un super eroe altamente positivo che affronti questo tema.
Ivano, come sarà l’esperienza del film "Diventerò Lamborghini?"
"Un film e Una serie tv , molto dura perché il regista dovrebbe cambiare in ogni episodio, quindi dopo un po’ ti ritrovi a saperne di più tu, almeno sul tuo personaggio, del regista. Viene a mancare la complicità che c'è quando lavori a lungo con qualcuno. Però impari tantissimo facendo tv qui, soprattutto i tempi della commedia, per me un terreno nuovo. In più recitare in inglese ha rappresentato una grande crescita per me".
Che rapporto ha con i colleghi americani ?
"Ci metterò un po’ per ingranare con tutti loro, anche per via della lingua. Ora sto vivendo l’esperienza in modo diverso, riesco finalmente a capire i loro tempi di lavoro, spesso si esce insieme la sera. Sono tutti estremamente professionali. Ed è un sogno lavorare con artisti internazionali da cui poter trarre dei preziosi consigli e insegnamenti, agli Studios della Universal ho passato ore e ore a parlare dei nostri personaggi, come renderli più veri, comici e seri allo stesso tempo.
È una serie che affronta temi di grande attualità, come lutilizzo delle risorse energetiche mondiali e delle auto ecologiche.
"A maggior ragione la sto facendo. Ci permette oltretutto di ridere e divertirci su cose serie. I rapporti sono trattati con grande delicatezza e perspicacia. C'è vera recitazione".
In Italia lei è abituato a fare il protagonista, qui invece è un comprimario. Non le dispiace?
"Trovo sia bellissimo il lavorare con attori di varie nazionalità. Per la prima volta mi sento di far parte di un gruppo di attori".
Essendo il suo personaggio italiano, non teme gli stereotipi internazionali?
"No, perché è un personaggio a tutto tondo Italiano, che non avrebbe potuto essere di un altro paese. E proprio la sua italianità che lo identifica. E poi che c'è da temere nel fatto di recitare personaggi del proprio paese? Dicono sia limitante, ma alcuni limiti sono fatti per essere abbattuti. l’unica sfortuna per noi italiani è essere nati in Italia, uno dei più bei paesi del mondo. Allontanarsi significa andare a stare peggio. Ma al cuore e alle passioni non si comanda: si seguono e basta senza farsi troppe domande".
Che differenza trova tra fare cinema, o TV, in Italia e a Hollywood?
"In America sono altamente professionali e con grande tecnica. Secondo me in Italia gli attori sono passionali, pensi a Vittorio Gassman, Gina Lollobrigida e Sofia Loren. Gli attori americani sono estremamente tecnici, e molto bravi, sanno non solo nella recitazione, ma anche e soprattutto nelle luci e nelle scenografia. Sono più preparati e più cerebrali come attori, noi siamo più istintivi. E l’istinto a volte ti salva, perché crea momenti imprevedibili e magici" come quelli che vorrei interpretare.
Come spiega la difficoltà degli attori italiani a sfondare a Hollywood?
Come ho già sentito dire da Raul Bova in una recente intervista "Credo che abbia molto a che fare con la decisione di trasferirsi in America. Pochissimi sono disposti a farlo. "Non puoi fare un provino e poi sparire per mesi”. Nel momento in cui ho deciso che avrei voluto provare a lavorare nel cinema americano è stato fondamentale restare qui a Los Angeles. Dove tutti ti vedono, e dando prova che stai facendo davvero sul serio, e che non sei solo alla ricerca del successo facile e veloce, solo così e possibile che ti guardino in un altro modo".

http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/...#version=6,0,40,0"> http://www.youtube.com/v/iguuim7GmWY" />

Perché dunque dopo la televisione sceglie di fare cinema?
Innanzitutto perché è il mio sogno da anni e per il quale mi sono preparato, della televisione ne so poco in quanto ho solo partecipato ad un Reality in Italia, ho sostenuto la parte di un tutor con alcuni vip di successo ma molto capricciosi come Valeria Marini e Rosita Celentano, "In America mi sento bene, e come stare a casa, non sento quello snobismo della televisione italiana, si figuri del cinema nei confronti della televisione. Ormai tanti attori fanno cinema e tv anche qui a Hollywood. La televisione può essere un ottimo trampolino di lancio per ognuno.

http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/...#version=6,0,40,0"> http://www.youtube.com/v/47v2963ALE4" />