Il bosco Parrasio, alle falde del Gianicolo, sede storica dell’Accademia dell’Arcadia ove visse il suo periodo romano Virginia Agnelli, madre dell’Avvocato, ha ospitato la presentazione dell’opera redatta da Marina Ripa di Meana in collaborazione con Gabriella Mecucci che intende far luce su una delle figure femminili più affascinanti e significative del ’900 italiano, giunta a noi volutamente e parzialmente oscurata dal mito della famiglia Agnelli e, in particolare, del senatore Edoardo e del figlio Gianni, il noto “ Avvocato “, Gioanin alla piemontese.
Perché rivangare il passato della famiglia Agnelli?
Perché un’ombra di mistero grava su tanti fatti che la storia del nostro paese ha interpretato in un modo che potrebbe non essere quello vero macchiato di fatti, almeno strani, che non trovano ancora oggi spiegazioni plausibili.
Perché la grande avversione del “ Senatore “ verso la moglie di Edoardo? E’ solo un fatto di non condivisione di punti di vista sulla moglie del figlio o c’è dell’altro? Qualcuno sostiene, velatamente, che il vecchio senatore, che combatteva apertamente la nuora, forse l’apprezzava segretamente al punto che il suo sentimento andasse anche oltre l’apprezzamento.
Perché l’accanimento della buona società piemontese nel criticarla addebitandole critiche e pettegolezzi?
Perché l’Avvocato acquistò i diritti televisivi dello sceneggiato tratto dal libro della sorella Suni affinché questo non andasse mai in onda?
Solo perché la figura di Virginia appariva ai bacchettoni dell’epoca oltremodo esuberante, anticonformista e stravagante?
Che motivi aveva il suocero per contestare la relazione della madre di Gianni ( e di altri sei fratelli ) con lo scrittore Curzio Malaparte fino al punto da arrivare a toglierle la potestà sui figli?
E che ruolo effettivo ebbe Virginia Agnelli, nata Bourbon del Monte, nell’ Operazione Farnese che favorì la mancata, progettata distruzione della città eterna, oltre a quello di aver abilmente favorito l’incontro tra il colonnello Dolmann, comandante delle truppe tedesche che avrebbero dovuto conquistare Roma, e Sua Santità Pio XII?
Quali riconoscimenti le vennero dal fatto che Roma venne conquistata dai tedeschi senza sparare un solo colpo di fucile, oltre ad un soggiorno in carcere perché accusata di contatti con gli inglesi e con gli americani?
Perché il colonnello tedesco favorì apertamente la sua fuga dal carcere suggerendole di accusare un inesistente mal di gola?
Le risposte sono da ricercarsi nel libro che Marina Ripa di Meana ha presentato, per i tipi della editrice Minerva Edizioni, con un successo veramente clamoroso, a Roma proprio nella casa che Virginia abitò nel suo periodo romano, nell’anfiteatro che serviva agli Arcadi per riunirsi e che ha ospitato per l’occasione, insieme alle autrici, personaggi famosi, noti, notissimi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e salottieri che hanno ascoltato con grande interesse la descrizione dell’opera che, nata per essere soltanto una curiosa ricerca su una donna bellissima ed affascinante si è invece trasformata in un’opera storiografica.
Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera e Roberto Castronovo sono stati i bravissimi relatori , descrivendo il primo la figura della donna ed il secondo il ruolo presunto di Virginia nell’Operazione Farnese.
Come tutto ciò che è bello, come è stata bella ed interessante la figura poco conosciuta di Virginia, tutto finisce in amarezza: la pioggia battente ha messo fine alla bella presentazione del libro come un incidente stradale pose a suo tempo fine alla vita avventurosa della sua protagonista.
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