Il cerchio della vita

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Non si può comprendere nulla senza scavare nello spirito delle cose.E lo si fa solo scavando profondamente nel proprio sè.E scrutarsi dentro equivale a perdersi...diventare privi dell’Io...perché ci si perde completamente nell’intento e nell’oggetto della contemplazione.
Questo è il prezzo da pagare se si vuol tentare di capire la realtà.Altrimenti si può restare granitici e immutabili in superficie...e non correre rischi.
Come del resto fa...evitando accortamente qualsiasi introspezione...buona parte dell’umanità.
Meno ci si sforza di comprendere,più si prospera.
In un bizzarro esperimento americano,delle mosche addestrare(..in che modo non son riuscito a scoprirlo!)per così dire “intelligenti“,hanno palesato aspettative di vita dimezzate rispetto alle colleghe “ignoranti“.
Quando all’alba esco di casa per andare a lavorare e odo quel suono quasi metallico che il vento produce frusciando fra le foglie primaverili,l’intima materia si distende e sembra prossima a rivelarsi e ad accogliere e fondersi col mondo.Allora provo un approccio “adolescenziale“ alle cose,pieno di stupore.Un vezzo che mi concedo nella solitudine e nel silenzio punteggiato solo dal rumore dei miei passi.
Per il resto conduco una esistenza severa.Sul lavoro sono serissimo.Nell’assunzione di responsabilità connaturata all’esistenza pure(..con un costante e tremulo sottofondo di paura...).
Solo a sera si addolciscono i tratti del mio incedere lungo le sponde del giorno che volge al declino.
E’ il momento della ricreazione,della lettura,del gioco con mia figlia,della scrittura,dell’estasi alcolica,dell’evasione leggera.
Il cerchio della vita si chiude ancora una volta bagnato di stanchezza e di sonno.
Finchè non finirà.....



ROSARIO TISO
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