Milingo è riapparso in pubblico, per la prima volta dal suo ritorno in Italia, e ben presto potrà tornare alle sue «preghiere di liberazione» a Zagarolo, vicino a Roma.
Il vescovo dello Zambia ha partecipato ieri sera, in diretta, alla trasmissione «Porta a Porta» di Bruno Vespa. Ma non in studio: Milingo ha assistito alla trasmissione, e ha risposto alle domande del conduttore dal suo «nascondiglio» vicino a Roma, probabilmente una comunità di Focolarini ai Castelli. Accanto a lui era seduto mons. Enrico Pepe, il sacerdote che lo ha sempre accompagnato, dal giorno del clamoroso ritorno sotto il manto della Chiesa cattolica nell’agosto 2001. Il vescovo ha assistito anche all’intervista registrata con Maria Sung, la donna coreana con cui è stato sposato secondo il rito della chiesa di Moon.
Alla signora Sung è stata chiesta un’opinione sulle affermazioni di Milingo, contenute nell’intervista-autobiografia «Un pesce ripescato dal fango». «Neanche un bambino ci crederebbe - ha risposto seccamente la donna - non credo a quello che dice. Se qualcuno afferma questo in un’intervista o in libro è semplicemente folle.
Non ne so molto della Chiesa cattolica, ma ho sentito dire che a volte possono fare impazzire le persone. Ci siamo sposati davanti a tutto il mondo. Milingo era perfettamente sano di mente. Forse adesso potrebbe essere diventato pazzo». Sulla situazione attuale dell’ex arcivescovo di Lusaka, la Sung ha affermato: «Tutti sanno che l’arcivescovo Milingo non è libero. Non c’è altra spiegazione da dare, non è libero.
Non eravamo persone speciali, eravamo marito e moglie, e volevamo un bambino». Milingo non ha risposto, ha parlato invece mons. Pepe: «La signora Sung dice cose infondate. Non è mai stato prigioniero in Vaticano neanche un giorno. Ha potuto rispondere a tutte le lettere che riceveva, e parlare al telefono con chi voleva. Ha parlato con suo fratello in Zambia, con il nunzio, con altre persone. E’ stato sempre un uomo perfettamente libero fin dal giorno in cui ha incontrato il Santo Padre».
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