Bruno, Giordano grande filosofo Napoletano , nato a NOLA (1548-1600)

Il famoso filosofo Giordano Bruno nacque nel gennaio 1548 a Nola, in provincia di Napoli, ameta strada tra Avellino e Napoli, dal Giovanni Bruno e da Fraulissa. frequentò il ginnasio locale e nel 1560 si trasferì Napoli, dove studiò lettere, Nel 1565. entrò come novizio nel convento domenicano di San Domenico Maggiore, dove il 16 giugno 1566 prese i voti

A San Domenico si fece notare per le sue capacità mnemoniche, tant'è che nel 1568-69 venne invitato a Roma da Papa Pio V (1566-1572), ove scrisse l’arca di Noè.

Nel periodo 1568-72 egli proseguì i studi di Filosofia e nel 1572 venne ordinato sacerdote.: trascinato in un violento battibecco con un confratello, Bruno . venne accusato di arianesimo e fuggi a Roma, presso il convento di Santa Maria sopra Minerva, dove però, alla fine del marzo 1576, si mise ancora nei guai, essendo stato accusato (ingiustamente )di aver provocato la morte di un frate domenicano.
Bruno .allora prese la decisione di gettare la tonaca e dirigersi verso Venezia, dove venne pubblicato il trattato astrologico Dè segni dè tempi.

venne avvicinato dal marchese di Vico, Galeazzo Caracciolo, capo della comunità degli esuli religiosi italiani, che cercò di convincere B. a convertirsi alla religione calvinista,.
Tuttavia il soggiorno ginevrino venne guastato da un incidente di percorso con il professore di filosofia dell’Accademia De la Faye (1540-1615), alle cui lezioni il filosofo nolano aveva assistito. Scontatala pena , B. lasciò immediatamente Ginevra per Tolosa.

A Tolosa B., divenendo lettore pubblico di ma fu costretto nel 1581 a lasciare Tolosa a causa della uccisione e delle persecuzione dei cattolici verso i Evangelici ugonotti (confederati) e fuggi da quella strage ingiusta di gente inerme , a Parigi.

Nell’aprile 1583, si recò in Inghilterra,. conobbe diversi personaggi famosi dell’epoca, come la stessa regina Elisabetta . egli venne accettato come docente di filosofia, infatti alla terza sua lezione imperniata sulle teorie copernicane, venne tacciato di plagio nei confronti di Marsilio Ficino (1433-1499) e invitato ad andarsene. lasciò Oxford per tornare a Londra, ma anche qui fu protagonista di un ennesimo episodio di scontro con i cattedratici inglesi. Infatti, durante una cena presso il nobile Sir Fulke Greville;
Bruno torno in Francia solo nove mesi,: ebbe a che dire con un protetto dei cattolici Guisa, il matematico salernitano Fabrizio Mordente, inventore del compasso differenziale : lascia Napoli; Bruno . arrivò a Wittemberg nell’agosto 1586 e qui egli insegnò filosofia all’università per due anni e potè pubblicare diverse opere all ombra della zona di protezione Evangelica

Si recò a Praga, dove fece pubblicare i suoi. ; egli aderì, in questo periodo, al luteranesimo, ma ciò non impedì al sovrintendente della locale Chiesa luterana Gilbert Voët di parlare male probabilmente per espressioni ingiuriose che il Nolano aveva pronunciato contro il pastore. rientra in Italia.

, Venezia era nota per una certa autonomia ed indipendenza decisionale nei confronti del potere papale.
Brubno :violeva realizzare la nuova visione dell’uomo in senso panteistico e finalmente libero dalla Intolleranza poco o niente Cristiana della Chiesa di Roma cattolica , assolutistica e poco o niente evangelica (1566-1632), Ritornato a Venezia, B. snobbò e trascurò il lavoro di precettore del Mocenigo, un nobile sì ma di scarsa cultura, Nei due mesi successivi B. venne sottoposto a 7 interrogatori (o costituti), al termine dei quali B. chiese di abiurare e di essere perdonato e i giudici veneziani sembravano perfino favorevoli a questa soluzione.
Tuttavia il Santo Uffizio romano chiese a gran voce, il 12 settembre, la sua estradizione:, motivata dal fatto che il Nolano . comunque non era cittadino veneziano.

Il 27 febbraio 1593. fu trasferito a Roma ed incarcerato nel palazzo del Santo Uffizio.
I successivi 7 anni si trascinarono in interminabili interrogatori (e torture, soprattutto) da parte di una Congregazione composta da sette cardinali e otto teologi,

Nel 1597, anno della condanna di Tommaso Campanella., nel processo di quest'ultimo subentrò il cardinale gesuita Roberto Bellarmino, cattolico inquisitore e delinquente (1542-1621) (futuro persecutore di Galileo Galilei e del Campanella), il quale nel 1599 enucleò le seguenti otto proposizioni di B. ritenute eretiche dalla Chiesa: Nulla si crea e nulla si distrugge, La Terra si muove,Gli astri sono angeli ed esseri animati, La Terra è dotata di un'anima sensitiva e razionale, l’anima non è la forma del corpo dell’uomo. La mattina del 17 febbraio 1600 egli venne condotto a Campo dei Fiori, dove venne spogliato, fu issato sul rogo, gli fu impedito di parlare con una mordacchia e infine fu bruciato vivo, in quanto impenitente . 300 anni dopo, nel 1899, nonostante fortissime resistenze cattoliche del vaticano , venne inaugurato il monumento a lui dedicato in Campo dei Fiori:
fu un'occasione di riunione delle anime anticattoliche dell’Italia umbertina, libertari repubblicani, radicali, positivisti, Evangelici, Protestanti, Valdesi tutti debitori di questo martire del libero pensiero , DUPA.

Dott. Duilio Pacifico
duipaci@alice.it