Cristiani medio oriente: lodiamo Dio per vostro coraggio nella fede

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Città del Vaticano - (VIS). La Basilica greco-melkita di St. Paul ad Harissa ha accolto nel pomeriggio di ieri il Santo Padre Benedetto XVI che ha lì firmato l’Esortazione Apostolica Post-Sinodale “Ecclesia in Medio Oriente“. La Basilica fa parte di un grande complesso che comprende anche un seminario maggiore e una “casa di scrittori“ dediti allo studio dei testi sacri ed alla traduzione in arabo di testi del magistero. Il sito sorge nel 1909 come sede della neocostituita “Società dei Missionari di San Paolo“.

Il Santo Padre è stato accolto dal Patriarca greco-melkita Sua Beatitudine Gregorios III Laham B.S. Dopo il canto d’ingresso secondo il rito bizantino, il Papa ha venerato le Sante Icone custodite nella Basilica. Dopo l’intervento dell’Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, si è tenuto il canto d’inizio secondo il rito maronita.

Dopo le letture, Benedetto XVI ha salutato i Patriarchi, il gruppo dei Vescovi orientali e latini, le delegazioni ortodosse, musulmane e druse, i rappresentanti del mondo della cultura e della società civile e la comunità greco-melkita. “La vostra presenza solennizza la firma dellEsortazione apostolica post-sinodale Ecclesia in Medio Oriente, e testimonia che questo documento, destinato certamente alla Chiesa universale, riveste unimportanza particolare per lintero Medio Oriente“.

“La felice coabitazione dell’Islam e del Cristianesimo, due religioni che hanno contribuito a creare grandi culture, costituisce l’originalità della vita sociale, politica e religiosa in Libano. Non si può che gioire per questa realtà che bisogna assolutamente incoraggiare. Confido questo desiderio ai responsabili religiosi del vostro Paese.

“è provvidenziale - ha proseguito il Pontefice - che questo atto abbia luogo proprio nel giorno della Festa dellEsaltazione della Santa Croce, la cui celebrazione è nata in Oriente nel 335, allindomani della Dedicazione della Basilica della Resurrezione costruita sul Golgota e sul sepolcro di Nostro Signore dallimperatore Costantino il Grande, che voi venerate come santo. Fra un mese si celebrerà il 1700° anniversario dellapparizione che gli fece vedere, nella notte simbolica della sua incredulità, il monogramma di Cristo sfavillante, mentre una voce gli diceva: ’In questo segno, vincerai!“.

“Esiste un legame inseparabile tra la Croce e la Risurrezione che non può essere dimenticato dal cristiano. Senza questo legame - ha sottolineato il Santo Padre - esaltare la Croce significherebbe giustificare la sofferenza e la morte non vedendo in esse che una fine fatale. Per un cristiano, esaltare la Croce vuol dire partecipare alla totalità dellamore incondizionato di Dio per luomo. è porre un atto di fede! Esaltare la Croce, nella prospettiva della Risurrezione, è desiderare di vivere e manifestare la totalità di questo amore. è porre un atto damore! Esaltare la Croce porta ad impegnarsi ad essere araldi della comunione fraterna ed ecclesiale, fonte della vera testimonianza cristiana. è porre un atto di speranza!“.

“Considerando la situazione attuale delle Chiese nel Medio Oriente, i Padri sinodali hanno potuto riflettere sulle gioie e le pene, i timori e le speranze dei discepoli di Cristo che vivono in questi luoghi. Tutta la Chiesa ha potuto così ascoltare il grido ansioso e percepire lo sguardo disperato di tanti uomini e donne che si trovano in situazioni umane e materiali ardue, che vivono forti tensioni nella paura e nellinquietudine, e che vogliono seguire Cristo – Colui che dà senso alla loro esistenza – ma che ne sono spesso impediti“.

“Nello stesso tempo, la Chiesa ha potuto ammirare quanto vi è di bello e di nobile in queste Chiese su queste terre. Come non rendere grazie a Dio in ogni momento per tutti voi, cari cristiani del Medio Oriente! Come non lodarlo per il vostro coraggio nella fede? Come non ringraziarlo per la fiamma del suo amore infinito che voi continuate a mantenere viva e ardente in questi luoghi che sono stati i primi ad accogliere il suo Figlio incarnato? Come non cantargli la nostra riconoscenza per gli slanci di comunione ecclesiale e fraterna, per la solidarietà umana manifestata senza sosta verso tutti i figli di Dio?“.

“Ecclesia in Medio Oriente permette di ripensare il presente per considerare il futuro con lo stesso sguardo di Cristo. Essa (...) vuole tracciare una via per ritrovare lessenziale: la sequela Christi, in un contesto difficile e talvolta doloroso, un contesto che potrebbe far nascere la tentazione di ignorare o dimenticare la Croce gloriosa. è proprio adesso che bisogna celebrare la vittoria dellamore sullodio, del perdono sulla vendetta, del servizio sul dominio, dellumiltà sullorgoglio, dellunità sulla divisione. Alla luce della festa odierna e in vista di una fruttuosa applicazione dellEsortazione, vi invito tutti a non avere paura, a rimanere nella verità e a coltivare la purezza della fede. Questo è il linguaggio della Croce gloriosa! (...) saper convertire le nostre sofferenze in grido damore verso Dio e di misericordia verso il prossimo; (...) saper anche trasformare degli esseri attaccati e feriti nella loro fede e nella loro identità, in vasi dargilla pronti ad essere colmati dallabbondanza dei doni divini più preziosi delloro. Non si tratta di un linguaggio puramente allegorico, ma di un appello pressante a porre degli atti concreti che configurano sempre più a Cristo, atti che aiutano le diverse Chiese a riflettere la bellezza della prima comunità dei credenti“.

“Ecclesia in Medio Oriente offre elementi che possono aiutare per un esame di coscienza personale e comunitario, per una valutazione obiettiva dellimpegno e del desiderio di santità di ogni discepolo di Cristo. LEsortazione apre allautentico dialogo interreligioso basato sulla fede in Dio Uno e Creatore. Essa vuole anche contribuire a un ecumenismo pieno di fervore umano, spirituale e caritativo, nella verità e nellamore evangelici“.

“In tutte le sue parti, lEsortazione vorrebbe aiutare ciascun discepolo del Signore a vivere pienamente e a trasmettere realmente ciò che è diventato attraverso il Battesimo: (...) un essere illuminato da Dio, una lampada nuova nelloscurità inquietante del mondo. (...) Questo documento vuole contribuire a spogliare la fede da ciò che la imbruttisce, da tutto ciò che può offuscare lo splendore della luce di Cristo. La comunione è allora unautentica adesione a Cristo, e la testimonianza è unirradiazione del Mistero pasquale che conferisce un senso pieno alla Croce gloriosa“.

“’Non temere, piccolo gregge’ e ricordati della promessa fatta a Costantino: ’In questo segno, tu vincerai!’. Chiese in Medio Oriente, non temete, perché il Signore è veramente con voi fino alla fine del mondo! Non temete, perché la Chiesa universale vi accompagna con la sua vicinanza umana e spirituale! è con questi sentimenti di speranza e di incoraggiamento a essere protagonisti attivi della fede attraverso la comunione e la testimonianza, che domenica consegnerò lEsortazione post-sinodale Ecclesia in Medio Oriente ai miei venerati Fratelli (...) Possa Dio concedere a tutti i popoli del Medio Oriente di vivere nella pace, nella fraternità e nella libertà religiosa!“, ha concluso Benedetto XVI.