Dalla scrivania del direttore: UN FORO SOCIALE MONDIALE MA NON SOLO

AFRICA : SU LADYSILVIA: Rivolgendosi ai partecipanti alla Riunione Plenaria della Pontificia Commissione per l’America Latina, ricevuti oggi in udienza, Benedetto XVI ha detto tra l’altro:

A Nairobi si apre oggi il VII ’Foro Sociale Mondiale’ (FSM, World Social Forum), incontro annuale (che dopo quello di quest’anno forse diverrà biennale) nato in ambienti contrari alla globalizzazione (o comunque critici) per coordinare campagne mondiali, mettere a punto e condividere strategie, scambiare informazioni tra diverse aree del mondo.

Dopo i primi tre ’fori’ tenuti a Porto Alegre (Brasile) tra il 2001 e il 2003, il quarto " in cui il “free-software” e la diversità culturale furono tra i temi dominanti " ebbe luogo a Mumbai (ex-Bombay) in India; nel 2005 si tornò a Porto Alegre (con una punta di oltre 150.000 partecipanti) e l’anno scorso, la VI edizione fu policentrica: Caracas (Venezuela), Bamako (Mali) e Karachi (Pakistan).

Grandi nomi della scena mondiale hanno partecipato ad alcune delle edizioni e il ’Foro’ ha assunto talvolta caratteristiche e aspetti meno vicini allo spirito originario; tra le centinaia di eventi eterogenei di cui ogni edizione si compone, alcuni sembrano utilizzarlo in realtà soltanto come “vetrina” mondiale della propria immagine e delle proprie iniziative con il rischio che finiscano in secondo piano le istanze più serie e profonde a cui l’evento si ispira.

Quello di quest’anno, pur essendoci già stato Bamako, è considerato il primo grande ’Foro’ africano, terra sui cui problemi e sulle cui potenzialità ha richiamato di recente l’attenzione anche Benedetto XVI in un importante discorso ai diplomatici accreditati presso la Santa Sede.

Pur passando in rassegna le aree di crisi, il Papa aveva detto: “Segnali positivi per l’Africa vengono anche dalla volontà espressa dalla comunità internazionale di mantenere questo continente al centro della sua attenzione, e anche dal rafforzamento delle istituzioni continentali e regionali, che testimoniano l’intenzione dei paesi coinvolti di diventare sempre più responsabili del loro proprio destino.

Occorre anche lodare l’atteggiamento degno delle persone che, ogni giorno, s’impegnano con determinazione a promuovere progetti che contribuiscano allo sviluppo e all’organizzazione della vita economica e sociale”. Il grande incontro di Nairobi è certamente un’occasione per porre ancora una volta l’Africa al centro dell’attenzione della comunità internazionale. Ma è importante anche in che modo. Nello stesso documento da cui è tratto il 'Pensiero della Nottè, un altro passaggio fornisce un’indicazione lucida e preziosa.

“Ieri mattina, nell’Eucaristia iniziale, l’ex-Superiore generale dei Comboniani, padre Francesco Pierli, ha messo a nudo preoccupazioni e attese intorno a due domande: noi affermiamo la nostra speranza che un mondo diverso è possibile. Ma chi lo vuole questo nuovo mondo?
Non certamente chi sta bene. E chi bene non sta?

Nemmeno gli oppressi che spesso sognano piuttosto di prendere il posto degli oppressori e vogliono i loro privilegi: sognano di prendere il posto di chi comanda e non di cambiare il mondo.

Ecco quindi la seconda domanda: come incamminare la nascita di questo nuovo mondo? L’icona non è certo quella del cambio, ma della risurrezione, quel far nuove le cose annunciato dal profeta Isaia. Quest’icona costituisce una chiamata ad una vita semplice, spoglia, che nega come morte la società costruita sull’economia del possedere”.

E’ difficile aggiungere altro, ma inevitabilmente, per l’Africa come per altre regioni del mondo tormentate, il riferimento a Isaia fa tornare in mente un’invocazione ben nota: “Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra”. Se le preoccupazioni odierne di padre Pierli e le parole antiche e sempre attuali di Isaia riuscissero a trovare eco a Nairobi, questa edizione del FSM che sta per aprirsi acquisterebbe certo uno spessore e un valore profetico molto speciali. In direzione di un mondo davvero nuovo in cui il tema di questa edizione - “Le lotte dei popoli, le alternative dei popoli” " troverebbe vigore e verità senza precedenti. [MB]

FONTE: MISNA