Il fiume Ticino, importantissimo corridoio naturale per la biodiversità europea, è stato oggi al centro di un dibattito promosso da FAI, Italia Nostra e WWF Italia per rendere più efficace la salvaguardia ecologica del fiume nella sua integrità attraverso un approccio sopranazionale che coinvolga anche la Svizzera. Il corridoio fluviale e gli agro-ecosistemi del Ticino costituiscono un’insostituibile area di sosta e di nidificazione per l’avifauna. Nel solo tratto italiano sono censite oltre a 866 specie di piante vascolari, più di 2.000 invertebrati, 361 di vertebrati tra cui oltre 200 specie di uccelli.
Ma il bacino del fiume ospita anche l’aeroporto di Malpensa, con le conseguenti infrastrutture e gli impatti del traffico, inquinamento idrico e atmosferico. Numerosi poi i progetti a forte impatto previsti, dall’ampliamento aeroportuale alle nuove strade e autostrade.
Durante il convegno che si è tenuto alla Triennale i rappresentanti istituzionali della Regione Lombardia, della Regione Piemonte, del Canton Ticino, dei parchi lombardo e piemontese, di Coldiretti e UNESCO hanno aperto un primo confronto pubblico assieme alle associazioni ambientaliste, nel dibattito moderato da Mario Tozzi, sulla proposta di una gestione integrata del bacino fluviale. Proprio l’UNESCO ha inserito di recente il Ticino tra le “Riserva della Biosfera”, auspicandone una protezione che travalichi gli ambiti nazionali, per salvaguardare l’intero bacino fluviale.
La proposta vuole portare a considerare il fiume Ticino nell’ambito del suo bacino complessivo, oltre i confini nazionali per giungere a un insieme di azioni coordinate e coerenti per preservarne l’integrità e la funzionalità . Per poter preservare le condizioni di naturalità e di efficienza di un fiume occorre infatti agire alla scala di bacino come indicato dalla stessa Direttiva Quadro europea sulle acque (2000/60/EC), purtroppo non ancora recepita in Italia.
Il Ticino rappresenta, insieme al Tagliamento, uno dei più importanti corridoi ecologici di collegamento per la biodiversità tra l’ecoregione Alpi e l’ecoregione Mediterraneo
“Il convegno è stata l’occasione per presentare la proposta di istituire un “tavolo permanente” sul Ticino che coinvolga tutte le istituzioni interessate, per arrivare velocemente a una gestione sempre più integrata. Sarà nostro compito nei prossimi mesi monitorare gli sviluppi e sollecitare le istituzioni” ha detto Michele Candotti Segretario Generale WWF Italia.
L’auspicio fatto in apertura da FAI, Italia Nostra e WWF Italia è stato colto con favore dalle amministrazioni intervenute (Regione Lombardia, Regione Piemonte, Repubblica del Canton Ticino), gli enti (Parco Lombardo e Parco Piemontese del Ticino, la Riserva Bolle di Magadino in Svizzera), le associazioni di categoria e le comunità locali, consapevoli del valore del territorio del Ticino e che per la sua tutela occorre agire uniti e con obiettivi comuni. La funzionalità ecologica del corridoio transnazionale del Ticino, infatti, non è solo fortemente connessa alla conservazione della biodiversità del continente europeo ma anche alla qualità della vita dei suoi abitanti.
“Ho trascorso lunghi periodi della mia vita accanto al fiume Ticino e ho tristemente notato il lento e crescente degrado che da anni serpeggia attraverso i suoi boschi e le sue rive. Fortunatamente il Parco tenta di arginare molti abusi e questo va sostenuto e incoraggiato e i suoi Presidenti debbono sentire che l’opinione pubblica è vicina a loro per dare coraggio e forza. Difatti senza coraggio si riesce a combinare poco”¦.” ha detto Giulia Maria Mozzoni Crespi, Presidente del FAI.
“Un’azione consapevole ed efficace di tutela del territorio non può trovare ostacolo nelle frontiere, storiche e politiche, tra gli Stati. La tutela di un fiume transnazionale come il Ticino va affrontata nel contesto di un’azione integrata e concertata di salvaguardia del suo bacino e di valorizzazione delle sue valenze ambientali. Si rende così necessario ed urgente un accordo tra Italia e Svizzera in un più vasto quadro di riferimento europeo, per la creazione di un corridoio ecologico. Un accordo che ora si propone e che dovrà svilupparsi attraverso un "tavolo permanente" che via via ne accompagni la fase istitutiva e il successivo sviluppo operativo. In tale contesto risulterà imprescindibile il pieno accordo tra le istituzioni nazionali ed in particolare tra quelle preposte alla tutela interregionale del Parco. La realizzazione di questo progetto rappresenterà una esperienza ed un approccio su scala di bacino così come indicato, correttamente, dalla Direttiva Europea sulle acque” ha detto Marco Parini vice Presidente Italia Nostra
Il convegno è stato anche l’occasione per presentare il libro bianco “Fiume Ticino:
ponte ecologico d’Europa” che fa il punto sulle valenze presenti nel territorio, la biodiversità e le minacce che vi gravano. Il dossier è disponibile già ora sul sito http://www.wwf.it/alpi alla pagina documenti.
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