Mi sveglio, o almeno credo di essere sveglio. Ogni giorno recito la parte del figlio perfetto, dello studente perfetto. Solo per far felice mia madre, che ha fatto tantissimo per me. Ma io non sono una brava persona, anzi sono l’ opposto. Sono cattivo, ed anche se sembra stupido da dire, io lo sono davvero. Quando una ragazza confessa il suo amore per me, io la sfrutto, la porto a letto e poi la lascio. Quando mio padre è morto, io ero sinceramente felice. Qualsiasi persona mi si metta d ’avanti io la distruggo, fisicamente e mentalmente. L’ unica persona a cui devo qualcosa è mia madre, e lei è anche l’ unica persona che non mi conosce davvero. Sta mattina verranno degli amici di mamma e di suo marito, quindi devo comportarmi bene. Porteranno anche la loro figlia, da quello che ho capito è stata adottata. Mi divertirò con lei, quando saremo soli, ho saputo che è di una bellezza unica. Esco dal bagno e incontro Paola in reggiseno e mutandine che mi sorride, patetica, Lei è la mia sorellastra, e ancora spera che tra noi ci possa qualcosa.
- Buon giorno Paola - Le dico mentre scendo le scale, posso sentire la sua delusione, e me ne rallegro. Lei mi fa schifo, nel vero senso della parola. Come persona e come donna. Scendo dalle scale, do un bacio sulla guancia a mia madre e ci sediamo tutti a tavola per la colazione. Bevo solo un caffè e vado di sopra. Odio rimanere in casa, mi sento imprigionato tra queste mura, ed io voglio essere libero, una libertà che ha la forza imprigionarmi in essa. Sapete qual’ è il dolore peggiore che può vivere un essere umano? Non è la perdita di qualcuno a te caro ma la consapevolezza che il proprio lato oscuro predomina su quello bianco. Un dolore così vero e persistente che puoi dimenticarlo in piccoli momenti di felicità, ma mai superarlo. Come si può superare se stessi? Semplice... non si può. Mi siedo sulla scrivania e inizio a sfogliare il mio diario. E mi capita una data 13 Giugno 2001 il giorno in cui è morto “mio padre“ leggo le parola scritte a sette anni, “ finalmente l ’uomo che fa male a me e a mamma se ne è andato. Sono contento, credo. “ Perchè avevo scritto credo? nonostante tutto quello che ha fatto, non riesco ad odiarlo davvero. Perchè quell ’uomo orribile un giorno posò dolcemente la mano sui miei capelli e mi chiese di non diventare mai come lui. Mi chiese scusa. Ed anche se il giorno dopo ed il giorno dopo ed il giorno dopo ancora lui mi face ancora del male, io non ho scordato le sue parole. Non riesco ad odiarlo. Vorrei provare a fare tre cose: a piangere, ad odiare e ad amare.
Tutte e tre sono le cose da me mai fatte ma sempre pensate. Sento il campanello e poi delle voci. Sono arrivati gli ospiti, mi alzo vado sulle scale e spio il piano inferiore. “ io sono sempre stata mandata da una famiglia all ’altra, nessuno mi voleva. Ero troppo grande, nessuno vuole una ragazzina. E’ preferibile adottare una bambina appena nata. Invece il signorini Giulio e Marta, non mi hanno abbandonata. Li rispetto, e li amo. E mi sembra giusto trattarli con il dovuto rispetto.“ Riconosco questo tono di voce, è il mio stesso tono quando recito la parte del figlio perfetto. Questa ragazza è parecchio interessante. Sento mia madre chiamarci, Paola inizia a scendere ed io la seguo senza esitare. Poi la vedo e capisco che tutte le ragazze a cui mi sono interessato fino ad ora non erano niente in confronto a lei, non è bella. E’ la bellezza.
- Salve, è un piacere conoscervi. Ho sentito molto parlare di voi. Io sono Katharine - Chissa perché recita così spudoratamente la parte della ragazza perfetta... mi divertirò con lei ne sono sicuro.
- Piacere - dico quasi contemporaneamente a Paola. Ci mettiamo a tavola ed iniziamo a pranzare, la osservo attentamente, è dotata di un portamento elegantissimo e naturale, non si sta sforzando. I suoi capelli lisci che fanno da contrasto alla pelle perfetta. Pelle senza imperfezioni e quasi brillante, labbra rosse e carnose, sopracciglia che denotano intelligenza ed occhi ... che non riesco a fronteggiare. Non riesco a mantenere lo sguardo fisso nei suoi occhi, perché? Non ho il coraggio di guardarla negli occhi. Mamma ci da il permesso di salire, così io Katharine e Paola saliamo le scale, velocemente le mostro le stanze, ed infine entriamo nella mia camera. La osservo, sta espezionando la stanza e poi i suoi occhi ricadono sul pianoforte, mi guarda come per chiedermi se può suonare, questo forse è il gesto più sincero che ha fatto in tutta la serata. Con un cenno glie lo permetto ed inizia. Questa musica mi fa venire in mente il mare, in tutta la sua profondità grandezza e splendore. Le dita corrono sul piano come le onde che veloci distruggono la tranquillità del mare. La sua voce all\’improvviso accompagna la musica... “Occhi dalla tonalità della finzione con sfumature color del mare, ti prego non li guardare. Ti prego mio antico amore. Mi sussurri dolci parole, smettila di mentire. I miei occhi falsi come il colore del mare, falsi perché l’ acqua non ha colore. Dei capricciosi e angeli neri smettetela di giocare, io voglio amare amore vero.“ Questa canzone è davvero bella. Questa ragazza non la capisco, è una bugiarda. Ma come può una bugiarda avere questa magnifica voce?
- Allora, sei proprio una brava attrice, come mai reciti la parte della brava bambina? - La vedo prima irriggidirsi e poi rilassarsi.
- Non voglio far fare brutta figura a Giulio e Marta, ma tu come hai fatto a capirlo? Che fingevo intendo- Paola esce dalla stanza con aria scocciata.
- So riconoscere una persona mentre finge. Io lo faccio da quando sono bambino, e poi un bel faccino come il tuo non può che avere un caratterino forte. Non credi? - Mi guarda rassegnata, voglio provare a guardarla negli occhi. Non capisco perché non sono riuscito a fare un gesto così semplice. Mi avvicino, lei indietreggia ed inciampa. Le cadono le lenti a contatto, non sapevo che le portasse. Lei si volta e mi cattura gli occhi. E così per sbaglio, il mio sguardo incrociò il suo. E ne fu rapito. Fu rapito da quegli occhi di un blu zaffiro, quegli occhi con sfumature del colore del mare. Quegli occhi di cui sono sicuro, chi li guarderà per troppo tempo perderà la sua libertà e la sua sanità mentale. Si, lentamente mi stanno conducendo alla pazzia.
- Ti amo, sarò il tuo schiavo per l’ eternità - Non so perché ho detto queste cose, ma una cosa la so. Le pensavo davvero.
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