Milano – Per 1.559 persone, tra atleti e membri delle delegazioni, il Villaggio Olimpico di Milano è già diventato casa. A tre giorni dal via ufficiale dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026, lo spazio inaugurato nel cuore di Porta Romana si è riempito di lingue, colori e volti diversi. Le 42 delegazioni arrivate finora, tra cui l’Italia — la più numerosa — stanno vivendo i primi giorni di ambientamento in quello che, per molti, rappresenta il sogno di una vita.
Per un giovane giocatore francese di hockey, è un’emozione irripetibile: «È la mia prima Olimpiade, quindi tutto ha un sapore speciale. È davvero bellissimo, non immaginavo ci fossero così tanti spazi e attività diverse». Il Villaggio, articolato in sei edifici residenziali, offre 1.154 camere e 1.700 posti letto, progettati per assicurare comfort e funzionalità a ogni atleta.
Tra chi vive questi giorni c’è anche un atleta italiano, anch’egli dell’hockey su ghiaccio. Le sue parole riassumono la sensazione condivisa: «Essere qui è quasi surreale. Dopo anni di allenamenti, questo è il primo vero passo dei Giochi. Si respira un’energia straordinaria, ci si sente parte di qualcosa di grande».
La vita al Villaggio
Ogni giorno, la grande sala da pranzo del Villaggio serve circa 3.400 pasti. Sei diverse linee di servizio, menu calibrati per garantire il giusto apporto energetico e rispetto delle diverse culture alimentari. Solo per dare un’idea: ogni giorno vengono usate 3.000 uova e 450 chili di pasta. Cifre che raccontano, senza bisogno di retorica, lo sforzo organizzativo dietro ogni piatto e ogni sorriso offerto agli atleti.
Nel centro fitness, considerato uno dei punti di forza dell’intera struttura, gli sportivi trovano attrezzature di livello internazionale e spazi pensati per la concentrazione e il recupero. «Tutto rispetta e supera le aspettative», dicono diversi atleti. È qui che molti di loro iniziano la giornata prima di allenamenti e incontri ufficiali.
I volti dietro le quinte
Ma la vita del Villaggio non sarebbe la stessa senza chi lavora ogni giorno per mantenerlo efficiente. Un centinaio di membri dello staff, affiancati da 208 volontari, garantiscono assistenza continua, supporto linguistico e logistica. Sono loro a dare quel tono umano che trasforma ogni corridoio in un luogo di incontro. «Anche quando non parliamo direttamente con gli atleti, si sente ovunque lo spirito olimpico», racconta un volontario.
Per molti di loro, si tratta di un’esperienza che lascia un segno. «Siamo orgogliosi di far parte di questo evento, che unisce sacrificio e passione», aggiunge un’altra volontaria. Spesso, durante le pause, ci si scambia storie e bandiere: momenti semplici che, nel linguaggio olimpico, valgono più delle medaglie.
L’attesa cresce
Con l’arrivo delle ultime delegazioni nei prossimi giorni, il Villaggio Olimpico continuerà a popolarsi, diventando il cuore delle relazioni e delle emozioni dei Giochi. In ogni edificio, ogni bandiera appesa alle finestre segna non solo l’appartenenza a un Paese, ma a una stessa comunità temporanea: quella di chi ha lavorato anni per essere qui, in questo febbraio 2026, a vivere la propria Olimpiade da dentro.
Come funziona il Villaggio
Ogni delegazione ha spazi dedicati per riposo, riunioni e servizi medici. L’accesso è riservato ai soli accreditati, con controlli automatici e sicurezza 24 ore. Gli atleti possono usufruire di servizi di lavanderia, aree relax, palestra e zone comuni pensate per favorire relazioni tra squadre di diversi Paesi. A fine Giochi, gli edifici saranno riconvertiti in residenze universitarie e sociali, mantenendo il valore di un’eredità concreta per Milano.
Glossario
- Villaggio Olimpico: complesso residenziale dove alloggiano atleti e delegazioni durante i Giochi.
- Delegazione: gruppo ufficiale di atleti, tecnici e dirigenti che rappresenta un Paese.
- Staff: personale tecnico e operativo che assicura il funzionamento quotidiano della struttura.
- Volontari: cittadini selezionati per supportare le attività logistiche e di accoglienza.