BAGHDAD - Si combatte furiosamente per le vie di Baghdad. I giornalisti, che hanno il divieto di lasciare il loro albergo, riferiscono di movimenti di carri armati americani e di intensi sorvoli della citta', mentre avvertono l’eco di scontri con armi leggere e pesanti. Nove civili sono stati uccisi dall’esplosione provocata da un missile caduto nel centro della citta'. Lo hanno detto testimoni alla France Presse sul luogo dell’attacco.
LA BATTAGLIA DI BAGHDAD - Quello a Baghdad, secondo il Comando centrale in Qatar, è 'un raid di mezzi blindati' che coinvolge decine di carri armati M1A1 Abrams e Bradley del Quinto corpo d'armata. Nessuna indicazione viene invece dal Centcom sulla posizione dei marines, che stanno entrando a Baghdad da sud-est. Carri armati e veicoli blindati hanno preso posizione al centro della capitale irachena e sono penetrati in almeno tre dei cosiddetti palazzi presidenziali. Il colonnello Pete Bayer, responsabile delle operazioni della terza divisione di fanteria ha affermato che le forze americane hanno ''messo in sicurezza il principale palazzo presidenzialè' - il Palazzo della Repubblica -, che si trova nel centro di Baghdad. Sotto controllo Usa anche altri due palazzi presidenziali: uno sempre al centro della capitale, un terzo vicino all’aeroporto, che si trova a 20 km dal centro. Nella presa dei due complessi nel centro della citta' le forze americane - la seconda brigata della divisione ha inviato due battaglioni blindati e un battaglione di fanteria meccanizzata - hanno incontrato una certa resistenza. Nel terzo palazzo non c'è stata alcuna resistenza.
QUATTRO AMERICANI UCCISI - Secondo fonti Usa sono morti due soldati americani e due giornalisti nelle ultime ore nella zona di Baghdad e altri sei sono rimasti feriti. I due marines sono morti in scontri con gli iracheni fuori Baghdad, all’altezza del fiume Diyala, quando un proiettile di artiglieria ha colpito il loro mezzo d'assalto anfibio.
GUARDIA REPUBBLICANA DIFENDE MINISTERI CON GRANATE A RAZZO E FA ESPLODERE 2 PONTI SU TIGRI - Membri della Guardia repubblicana dotati di Rpg difendono i ministeri a Baghdad. Molti ponti sul Tigri a Baghdad sono stati bloccati da forze irachene e due di essi sono stati fatti esplodere per tentare di ritardare l’invasione della citta' da parte degli americani. Gli iracheni avrebbero anche incendiato del petrolio a Baghdad per creare una cortina di fumo a protezione dei palazzi presidenziali. Colpi di artiglieria pesante si sentono a Baghdad.
POSTI BLOCCO ATTORNO BAGHDAD, CITTA' ISOLATA - Tutte le arterie che entrano ed escono da Baghdad sono state chiuse con posti di blocco dagli americani. Baghdad è isolata, fonte militare Usa. Ma i posti di blocco non riguardano i civili, è stato precisato. ''Voglio chiarire che stiamo chiudendo con posti di blocco tutte le arterie che escono ed entrano a Baghdad'', ha detto il portavoce del Comando centrale maggiore Rumi Nielson Green alla tv americana Fox. ''Vogliamo assicurare i militari iracheni che essi non possono muoversi liberamente, in nessuna direzione, mentre la popolazione civile puo' attraversare i checkpoint e condurre la sua vita il più normalmente possibilè', ha precisato. ''Continueremo a esercitare questa pressione fino a che il regime non crollera''', ha concluso il portavoce militare americano.
CENTCOM: ANCORA MOLTA BATTAGLIA DAVANTI - Nel primo commento dal Comando centrale in Qatar sulla situazione a Baghdad, un portavoce ha detto che ieri si è trattato di un raid di blindati ''nel cuore della citta''' e che c'è ancora molta battaglia davanti. ''Stiamo colpendo obiettivi del regimè', ha detto il capitano Frank Thorp.
FRANKS: FORSE CONFLITTO PIU' CORTO DEL PREVISTO - ''Ho avuto un'ottima impressionè': il generale Tommy Franks, comandante dell’operazione 'Liberta' per l’Iraq', ha concluso una visita alle truppe americane e britanniche in Iraq, la prima nel teatro del conflitto, lasciando capire che la guerra potrebbe finire prima di quanto immaginato. Non lo ha detto in termini espliciti, ma lo ha indicato dopo aver parlato con i militari della resistenza degli iracheni e dopo aver visto la reazione dei civili a Najaf.
RUMSFLED: A SADDAM RESTA BEN POCO POTERE - Il ministro della difesa Donald Rumsfeld ha detto che Saddam Hussein non controlla più ''molto dell’Iraq''. Rumsfeld, nel corso del briefing del Pentagono, ha detto che le truppe della coalizione controllano ormai gran parte del paese con i 125 mila soldati che sono dislocati in Iraq. ''A Saddam è rimasto ben poco potere - ha sottolineato Rumsfeld - il cerchio si sta chiudendo su di lui, le sue opzioni stanno svanendo una ad una''. Rumsfeld ha detto che sono gia' ben avviati i piani per restituire agli iracheni con compromessi col regime di Saddam il controllo di alcuni dei ministeri. La vittoria della guerra, secondo Rumsfeld, non sara' decisa dal destino personale di Saddam. ''Nel momento in cui non sara' più in grado di gestire il paese - ha osservato il ministro della difesa - il cambiamento di regime sara' gia' automaticamente avvenuto''.
CONVOGLIO RUSSO - Sarebbe da attribuire agli americani la responsabilita' dell’ attacco contro il convoglio di diplomatici russi in fuga da Baghad. A sostenerlo è l’ ambasciatore russo in Iraq Vladimir Titorenko, che viaggiava nel convoglio, per il quale proiettili riconducibili ai mitra M-16 delle forze Usa sarebbero stati trovati all’ interno delle vetture attaccate. E l’ ambasciatore ha anche parlato di ''fuoco deliberato''.
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