GOVERNO “IMBAVAGLIA” EMITTENTI RADIOFONICHE

foto di repertorio: Axmed Yaasiin oo waraysi qaadaya

SOMALIA / Misna su Ladysilvia; “Il governo ci ha ordinato di non riferire più su operazioni militari di soldati governativi ed etiopici a Mogadiscio perché sono considerate segrete e nemmeno delle fughe di civili dalla capitale.

E soprattutto ci ha detto che non esiste libertà di informazione dal momento che è in vigore lo Stato d’emergenza”: lo ha dichiarato alla MISNA Osman Aweys Yusuf, di Radio Shabelle di Mogadiscio, l’emittente che stamani insieme ad altre due " Horn Afrik e Radio Banadir - ha ricevuto queste istruzioni da parte dei servizi di sicurezza somali.

Il generale Nour Mohammed Mohmoud, vice-comandante del dipartimento di sicurezza nazionale somalo, ha dato direttive ai responsabili delle tre emittenti radiofoniche, le principali del paese e di fatto l’unica fonte di informazione pubblica.

“Non solo non potremo più riferire di quello che accade a Mogadiscio, ma il governo nominerà tre direttori alla guida di queste radio, che dovranno collaborare con i servizi di sicurezza” ha detto ancora il giornalista alla MISNA. L’ufficiale somalo " secondo questa fonte " ha anche detto che nei notiziari bisognerà riferire che “i diretti responsabili delle violenze e delle esplosioni a Mogadiscio sono gli ex-esponenti delle Corti islamiche”.

Il governo ha accusato questi emittenti di raccogliere voci di cittadini e testimoni, che in queste settimane hanno spesso accusato le milizie governative ed etiopiche di usare artiglieria pesante su aree abitate in risposta agli attacchi di cui sono continuamente oggetto da parte di gruppi armati sconosciuti.

A gennaio, il governo somalo aveva chiuso su decreto tre emittenti radiofoniche " due di quelle oggetto del nuovo decreto " e l’ufficio locale di al-Jazira, salvo poi annullare la decisione dopo un paio di giorni. Venerdì scorso a Baidoa " l’ex-roccaforte governativa controllata dai soldati etiopici a 240 chilometri da Mogadiscio " è stato ucciso da uomini sconosciuti Ali Mohammed Omar, giornalista della radio privata ’Warsan’; l’episodio è stato condannato dall’Unione nazionale dei giornalisti somali. [EB]