Adiconsum denuncia: Sky non rispetta la legge sul decoder unico danneggiando i consumatori

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Situazione complicata per gli utenti di televisione da satellite. Ci riferiamo ai decoder che si utilizzano, per trasformare ciò che proviene dai satelliti in programmi televisivi. Molti consumatori, dovranno mettere in cantina i propri decoder, acquistati di recente e costati una fortuna, a causa delle scelte, operate dal monopolista SKY. La materia è complessa e di non facile approccio per i “non addetti ai lavori”, occorre quindi tornare indietro nel tempo e analizzare i fatti gradualmente.

All’inizio, ci riferiamo agli anni ’90, nacque con DSTV, la tv digitale da satellite, naturalmente a pagamento e con tanti canali gratuiti. Eravamo agli albori ed in commercio si trovavano pochi decoder. DSTV trasmetteva con una codifica chiamata IRDETO, molto diffusa in Europa perché usata anche da altre emittenti. Gli utenti erano liberi di comprare qualsiasi decoder, visto che DSTV non imponeva nulla. Il sistema digitale ebbe molta espansione e tutte le emittenti trasmesse dai vari satelliti, passarono dall’analogico al digitale. Come conseguenza anche le tipologie di decoder ebbero un forte sviluppo. Dato che IRDETO non era l’unica codifica presente sui satelliti e che molti appassionati volevano essere in grado di vedere il più possibile, si diffusero i ricevitori “common interface”che permettono ancora oggi, di utilizzare molte codifiche, sono i ricevitori che, ancora, questa associazione consiglia. I consumatori, quindi, acquistavano o ricevitori privi di codifica (per chi non vedeva le pay tv) o ricevitori con solo codifica IRDETO o Common Interface (universali). Nel frattempo sul mercato italiano, però,compare una nuova pay tv, STREAM, che sceglie di utilizzare, ovviamente il gia diffuso IRDETO.

Tutto, quindi appariva chiaro, l’”IRDETO” era la codifica di riferimento in Italia e anche i produttori diffusero decoder con questa codifica, unitamente ai più espandibili “Common Interface”.
Nel 1997 nacquero i primi problemi. DSTV cambia proprietario, cambia nome diventando TELE+ e come conseguenza cambia anche codifica, si utilizza il SECA. Tutti coloro che erano in possesso di decoder IRDETO si ritrovano con un decoder utilizzabile solo per STREAM, emittente meno diffusa. Per un po’ di tempo TELE+ utilizza entrambe le codifiche, per poi decidere la chiusura dell’IRDETO. TELE+ lancia sul mercato una propria tipologia di decoder in SECA definiti “GOLD BOX”. TELE+ si accorda con molti produttori ed impone in modo massiccio la presenza esclusiva del proprio decoder. Il risultato è che tutti i consumatori proprietari di un decoder “IRDETO”, abbonati a TELE+, devono rassegnarsi ad acquistare o noleggiare un “GOLD BOX” e che si ferma anche l’evoluzione tecnologica dei decoder perché non determinata dal libero mercato ma dalle imposizioni delle emittenti.
Coloro che erano in possesso di un “Common Interface” non hanno problemi, perché una società definita ASTON riesce ad emulare il SECA ed a produrre i moduli estraibili da inserire nei ricevitori Common Interface. Ricapitolando, solo i consumatori che utilizzavano “common Interface” potevano vedere sia TELE+ che STREAM e tutti i canali gratuiti provenienti dal satellite, in piena libertà senza risentire delle scelte imprenditoriali delle emittenti..
STREAM nel frattempo continuava a trasmettere in IRDETO e a proporre, anch’essa, un proprio decoder.

Si comprese che era necessaria una regolamentazione e nacque il 29 marzo 1999 la famosa legge n. 79 sul decoder unico ( mai abrogata) che recita all’art. 2 comma 2: I decodificatori devono consentire la fruibilità delle diverse offerte di programmi digitali con accesso condizionato e la ricezione dei programmi radiotelevisivi digitali in chiaro mediante l’utilizzo di un unico apparato. l’Autorità ' per le garanzie nelle comunicazioni determina gli standard di tale apparato entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Dal 1 luglio 2000 la commercializzazione e la distribuzione di apparati non conformi alle predette caratteristiche sono vietate. Dopo tanto discutere, il Garante per le Comunicazione decise (delibera 216/00/CONS) di non agire sui decoder ma sulle emittenti (scelta discutibile), l’art 3 infatti recita: “gli operatori di accesso condizionato anche in possesso di un titolo abilitativo alla trasmissione televisiva digitale a pagamento, indipendentemente dai mezzi di trasmissione, sono tenuti a garantire agli utenti la fruibilità , con lo stesso decodificatore, a qualunque titolo detenuto o posseduto, di tutte le offerte di programmi digitali con accesso condizionato e la ricezione dei programmi radiotelevisivi in chiaro. A tale scopo essi utilizzano il sistema simulcrypt secondo le norme del DVB o, in alternativa, il sistema multicrypt secondo le norme definite dal DVB.” Si impose, quindi, a TELE+ e a STREAM di trasmettere anche con la codifica del concorrente (simulcrypt). Entrambe, dopo più di un anno, usarono SECA e ’IRDETO, poi con l’arrivo di un novo azionista in STREAM anche NDS. Le due emittenti decisero di eliminare definitivamente “IRDETO”, ma continuando entrambe, per obbligo a trasmettere in SECA e NDS, creando limitati danni ai consumatori.

Fra i consumatori si diffusero, sia a noleggio che acquistati, solo i decoder proposti dalle due emittenti(Gold Box e NDS) a scapito dei “common interface” che comunque rimanevano per un pubblico più evoluto. Il mercato dei decoder subisce un notevole arresto eliminando la concorrenza ed interrompendo lo sviluppo tecnologico del settore, con notevoli danni delle aziende produttrici.

Il 1 maggio 2003 nasce SKY ITALIA, di proprietà di Murdoch, che fonde TELE+ e STREAM in una nuova ed unica società , nasce in Italia il monopolio per la pay tv da satellite. SKY trasmette sia in SECA che in NDS . Al momento dell’ingresso di SKY c’erano circa 1.500.000 abbonati di TELE+ e 600.000 di STREAM per un totale di 2.100.000 abbonati su circa 5.000.000 di parabole installate con relativi ricevitori. Il Gold Box (SECA) è il più diffuso (permetteva anche la ricezione di STREAM con un'unica Smart Card), anche perché molte promozioni fatte da TELE+ abbinavano all’acquisto del decoder a 6 mesi di abbonamento. Molti consumatori hanno acquistato il Gold Box e non hanno poi rinnovato l’abbonamento. Dovrebbero esserci in circolazione circa 3.000.000 Gold Box SECA contro gli 800.000 del decoder NDS. I restanti 1.200.000 dovrebbero essere Common Interface. SKY, quindi, acquisisce il controllo di tutti i decoder distribuiti dalle due precedenti pay tv e per propria scelta aggiorna, il software attraverso il satellite, a tutti i ricevitori, anche quelli di coloro che non sono più abbonati, rendendoli simili nell’’utilizzo e modificando sostanzialmente il sistema operativo. Per i ricevitori di STREAM è addirittura necessario un nuovo telecomando, che viene inviato solo agli abbonati, impedendo l’utilizzo del ricevitore NDS a coloro che non sono più abbonati, creando gravissimi disagi.

Illustriamo ora le principali modifiche:
GOLD BOX SECA (ex ricevitore di TELE+)
1.  Imposizione della numerazione dei programmi. I canali SKY in abbonamento sono trovabili solo dal numero 100 e sono suddivisi per tema di programmazione di 100 in 100 fino al N°700 ( 100 e seguenti reti nazionali ed intrattenimento. 200 sport, 300 film e via di seguito) Dal 800 sono collocati una selezione, scelta da SKY, di tutti i canali gratuiti provenienti dal satellite.
2.  Impossibilità di spostare i canali del pacchetto Sky con una numerazione di proprio gusto.
3.  Impossibilità di impostare una frequenza per visualizzare un qualsiasi canale trasmesso dal satellite.
4.  Possibilità di una sintonizzazione manuale (apparentemente libera) che fa ricevere 999 canali ( la capienza massima del ricevitore) provenienti dal satellite, ma in ordine sparso, iniziando dalla frequenza più bassa a quella più alta. Tale sistema non permette la collocazione consequenziale dei canali in abbonamento perché distribuiti su frequenze diverse e potrebbe impedire la ricezione di quelli collocati alle frequenze più alte perché in esubero alla capienza del ricevitore, per gli abbonati è quindi inutilizzabile questa modalità di sintonizzazione, visto che potrebbero predere la ricezione dei programmi pagati. Inoltre il sistema operativo non permette una veloce e pratica risistemazione della numerazione che richiederebbe lunghissimo tempo ed una notevole esperienza tecnologica.

NDS (ex ricevitore di Stream)
1.  Imposizione della numerazione dei programmi. I canali SKY in abbonamento sono trovabili solo dal numero 100 e sono suddivisi per tema di programmazione di 100 in 100 fino al N°700 ( 100 e seguenti reti nazionali ed intrattenimento. 200 sport, 300 film e via di seguito) Dal 800 sono collocati una selezione, scelta da SKY, di tutti i canali gratuiti provenienti dal satellite.
2.  Impossibilità di spostare i canali del pacchetto Sky con una numerazione di proprio gusto.
3.  Impossibilità di impostare una frequenza per visualizzare un qualsiasi canale trasmesso dal satellite.
4.  Possibilità di scaricare, in automatico, dal satellite tutti i canali mancanti dalla precedente impostazione . I canali scaricati non possono però essere inseriti di seguito a quelli gia in uso. Vieni offerta la possibilità di inserirli in un altro apposito menù, che va richiamato con una specifica , lunga, procedura, in numero limitato massimo 10 canali. Inoltre è da sottolineare che i 10 canali prescelti vanno quindi estrapolati ogni volta che si decide di accedere a questo tipo di programmi. In pratica viene impedita la scelta.

Fatta questa doverosa premessa, passiamo ad illustrare tutte le problematiche legate alle scelte di sky che limitano forzatamente le scelte e la libertà del consumatore. Appare evidente che i decoder dedicati a SKY offrono buoni risultati se si vuole usufruire, esclusivamente dei loro servi e dei loro programmi, sempre con delle limitazioni..
Perchè un utente non è libero di dare una propria numerazione ai canali???
Perchè si deve per forza ed unicamente usare la numerazione decisa dall’emittente?
Perchè l’emittente non si limita ad offrire la propria impostazione come opzione? Non riusciamo a trovare una risposta.

Occorre anche tener presente che la scelta fatta da SKY limita la potenzialità dei ricevitori, che potrebbero memorizzare 999 canali il GOLD BOX e 4000 l’NDS, come era possibile con TELE+ e STREAM. ORA SONO RICEVIBILI,COMPLESSIVAMENTE SOLO 150 CANALI

Se prendiamo in esame tutte le potenzialità di trasmissione da parte satelliti, il problema si amplifica. Solo dal gruppo HOT BIRD, i satelliti allocati a 13 gradi Est, dal quale trasmette anche SKY, e che quindi è il polo di riferimento per il nostro territorio, si possono vedere più di 1500 canali televisivi e radiofonici. Perchè il consumatore non deve avere libero accesso a tutta questa massa di informazioni?

L’unico modo, quindi, offerto al consumatore per usufruire liberamente di tutto ciò che proviene dai satelliti, compresa la pay tv SKY, è quello di dotarsi, con ulteriore spesa, di un decoder “Common Interface” o di un decoder aggiuntivo a quello fornito dall’emittente . Occorre, inoltre, specificare che i decoder non dedicati a SKY, altre la totale libertà di visione, offrono delle tecnologie applicate di rilevante interesse. Ci riferiamo, per esempio alla presenza al loro interno, di Hard Disc che permettono la registrazione digitale di quanto viene ricevuto; la possibilità di essere integrati con decoder per la ricezione del digitale terrestre (oggi incentivata dal governo) ; integrazione con la motorizzazione della parabola che permette la sintonizzazione dei canali proveniente da tutti gli altri satelliti presenti e tante altre applicazioni.

Nessuno vuole obbligare SKY a fornire ai propri abbonati dei “superdecoder” ma qualcuno dovrebbe obbligare SKY a non limitare ancora di più le potenzialità dei decoder dedicati. Occorre inoltre tener presente che molti consumatori hanno acquistato i decoder in esame e si sono visti ridurre le potenzialità , senza averne fatto richiesta, l’abuso, gia segnalato da Adiconsum al Garante per le Comunicazioni ed ovviamente ignorato, diventa ancor più grave se il consumatore decide di non rinnovare l’abbonamento a SKY perché si trova ad essere possessore di un decoder quasi inutile, visto che non lo fa accedere a tutti i potenziali programmi. Molti consumatori hanno acquistato gli apparati non dedicati esclusivamente alla ricezione dei programmi SKY , sostenendo elevati costi, perché garantiti dalla legislazione presente in Italia certi che anche in futuro potessero essere compatibili con qualsiasi trasmissione, visto che lal legge sul decoder unico garantisce ”¦. “..la fruibilità delle diverse offerte di programmi digitali con accesso condizionato e la ricezione dei programmi radiotelevisivi digitali in chiaro mediante l’utilizzo di un unico apparato.”
Appare evidente che i ricevitori di SKY alla stato attuale non rispettano la legge del decoder unico, visto che come abbiamo, fin qui, dimostrato, NON E’ POSSIBILE RICEVERE CON UN UNICO APPARATO, TUTTI PROGRAMMI RADIOTELEVISIVI DIGITALI IN CHIARO.

La situazione si aggrava se prendiamo in considerazione il comunicato stampa di SKY del 27 aprile 2004 : “Oggi, SKY Italia ha annunciato che cesserà di utilizzare il sistema di codifica SECA entro la fine del 2004. Il parco abbonati SECA di SKY sarà progressivamente convertito al sistema di trasmissione NDS, dai primi di Maggio 2004. In alcuni casi SKY darà agli abbonati una nuova smart card NDS che funzionerà nei decoder SECA esistenti, ma a molti abbonati SKY consegnerà , a casa e senza costi aggiuntivi, un decoder ed una smart card NDS. Gli abbonati SKY che utilizzano decoder con tecnologia SECA non devono fare nulla: SKY contatterà ogni abbonato direttamente durante i prossimi sei mesi per fargli sapere se gli verrà fornito un nuovo decoder o una nuova smart Card. Tom Mockridge, AD di SKY, ha detto: “Per assicurare la continuità della sicurezza delle trasmissioni e per raggiungere l’efficienza e la stabilità di un software comune a tutta la piattaforma, è necessario utilizzare un unico sistema di codifica e SKY ha scelto il sistema NDS come unico sistema di codifica per il futuro”.Questa decisione comporta il fatto che dal 13 giugno, SKY smetterà di vendere abbonamenti che utilizzino la card SECA. Per dare l’opportunità di abbonarsi ai potenziali abbonati che attualmente possiedono o vogliono acquistare un decoder SECA, SKY farà un’offerta speciale per abbonamenti “solo smart card” dal 28 aprile al 13 giugno. Questa offerta includerà (per tutti i pacchetti) il primo mese di abbonamento gratuito per quegli abbonati che sceglieranno di pagare utilizzando Carta di Credito o RID (addebito sul conto corrente bancario). L’attivazione continuerà a costare "59 e tutte le smart card vendute dovranno essere attivate prima del 30 giugno. SKY si impegna a fornire il decoder e la smart card NDS a tutti quegli abbonati che accetteranno questa offerta quando le trasmissioni SECA verranno cessate.Dal 14 giugno questa offerta terminerà e SKY non commercializzerà più abbonamenti con tecnologia SECA. Tutti i nuovi utenti avranno un decoder NDS.”
Leggendo il comunicato con superficialità sembrerebbe che i consumatori non subiranno nessun danno dalla decisione di abbandonare la codifica SECA, ma, purtroppo così non è. Ci troviamo di fronte all’ennesima imposizione da parte di SKY che provoca un’ulteriore limitazione alla libertà di scelta degli utenti.

Chi possiede un decoder “Common Interface”, che ricordiamo ha un notevole costo, fra i " 500,00 e " 800,00, sarà privato dell’uso di un unico decoder, infatti, se abbonato a SKY dovrà utilizzare un secondo decoder, quello fornito dall’emittente, per continuare a vedere la pay tv. Infatti non esiste attualmente in commercio in Italia, un modulo estraibile con la codifica NDS (codifica di proprietà di SKY) e diventerebbe impossibili vedere SKY con questo tipo di decoder, vanificando la spesa effettuata. Ricordando le pecularietà tecniche aggiuntive, sopra citate, possedute dai decoder “Common Interface” il danno per il consumatore si amplifica. Naturalmente non ci sarebbe alcun problema se SKY fornisse ai propri abbonati, possessori di questa tipologia di decoder, un modulo NDS, ma chi imporrà questa scelta? SKY nel suo comunicato non fa alcun accenno ai ricevitori “Common Interface” facendo dedurre che vuole risolvere il problema offrendo il proprio decoder. Tale atteggiamento crea naturalmente una turbativa al mercato, con un forte danno ai produttori e con una conseguente limitazione dei diritti del consumatori, ci troveremmo subire il monopolio anche sui decoder altre che sulle pay tv da satellite. Ancora una volta, non verrebbe rispettata la Legge sul decoder unico che obbliga, da luglio 2001, di commercializzare e distribuire solo apparati che consentono la fruibilità delle diverse offerte di programmi con accesso condizionato. E’ evidente che SKY vuole ignorare questa norma come dimostrano le dichiarazioni fatte da Tullio Camiglieri, riportate da un comunicato ASCA : “Roma, 6 mag - Superare la ''vecchia leggè' sul decoder unico. Una normativa che aveva senso quando c'erano due piattaforme televisive e che, invece,''oggi espone Sky, e quindi i ricavi del calcio, alla pirateria''. È quanto ha chiesto al Parlamento il direttore delle comunicazioni di Sky, Tullio Camiglieri, ascoltato oggi dalla Commissione Cultura della Camera nell’ambito del ciclo di audizioni sulla crisi del calcio.”
Occorre evidenziare che la Legislazione italiana in materia, tutela i decoder “Common Interface”, visto che rispondono pienamente al dettato della Legge, ed è necessario sottolineare che la scelta fatta, in passato, dal Garante delle Comunicazioni, di imporre alle emittenti di trasmettere con l’accesso condizionato del concorrente, era solo la più praticabile per attuare la Legge stessa ma non era e non è l’unica, come indicato nella delibera attutiva del Garante stesso. Sbaglia Camiglieri, quando afferma che la Legge sul decoder unico è vecchia, dato che oggi esiste una sola pay tv.
Si vuole dare un’interpretazione restrittiva alla norma, che non è nata solo per tutelare la visione delle emittenti presenti all’epoca, ma è nata per tutelare il consumatore, al momento dell’entrata in vigore e nel futuro, dal non dover subire le scelte delle emittenti relative alla tipologia di codifica da usare e aver sempre la possibilità , con un solo decoder, in piena liberta, di fruire di tutte le offerte di programmi sia criptate che in chiaro.

A SKY è stato concesso il monopolio dei contenuti da trasmettere via satellite ma non è stato concesso di decidere anche come usufruirne, senza rispettare la Legge.
La scelta di chiudere il SECA danneggia anche chi ha acquistato il decoder con questo accesso condizionato, infatti dovrà buttarlo perché inservibile sia per i canali in chiaro, come in precedenza spiegato, e sia per continuare a vedere SKY. Non basta certamente offrirne un altro, soprattutto se in noleggio gratuito, per indennizzare il danno. Accettando le imposizioni di SKY si origina un grave precedente, cosa accadrebbe se fra un po’ di tempo SKY cambiasse di nuovo proprietario e si utilizzasse un nuovo accesso condizionato????
Risulta , inoltre, incomprensibile la scelta fatta da SKY di offrire fino al 13 giugno, un mese gratuito di abbonamento a chi acquista o possiede un decoder con “Accesso condizionato” SECA, incentivando un apparato che diverrà successivamente inutilizzabile. Follia e poca sensibilità nei confronti dei consumatori!!!!
Occorre far presto, SKY sta inviando agli abbonati i nuovo decoder NDS e le nuove Smart Card. Tantissimi consumatori si rivolgono alla nostra associazione non volendo accettare l’imposizione di SKY, costretti a subire i soprusi dell’emittente senza avere strumenti idonei per difendersi. Le istituzioni preposte al controllo, devono dare risposte immediate a questi cittadini che nonostante la Legge si sentono non tutelati dato che nessuno si preoccupa di farla rispettare.

In conclusione si chiede un intervento urgente che blocchi la chiusura da parte di SKY della modalità SECA e che disponga il rispetto della Legge sul decoder unico, obbligando SKY ad utilizzare una sola codifica (NDS) solo dopo aver garantito l’utilizzo di tutti i decoder capaci di funzionare con tutti gli accessi condizionati, cioè il decoder “Common Interface” come previsto dall’arte 3 della delibera 216/00/CONS, in questo documento gia citata..

Mauro Vergari
Responsabile settore Nuove Tecnologie Adiconsum
http://www.adiconsum.it