C'era silenzio e commozione nella piccola chiesa di Camponogara (Venezia) tra le centinaia di persone che hanno dato l’ultimo saluto a Matteo Vanzan, il giovane lagunare di 23 anni partito con nel cuore il sogno della pacificazione irachena e morto nelle prime ore di lunedi' a Nassiriya. Nella navata, solo forte la voce del rito religioso, dell’omelia del Vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, del canto dei fedeli.
Fuori della chiesa a seguire il rito in diretta audio c’erano migliaia di person. Nessuno ha voglia di parlare, neanche un brusio - un piccolo disturbo viene subito zittito - e quella scritta su uno striscione davanti alla chiesa "Ciao Ciccio resterai sempre nei nostri cuori" riassumeva più di ogni altra parola il ricordo dei tanti amici tra i banchi della chiesa che piangono.
In prima fila, i genitori di Matteo - Enzo e Lucia - con accanto la fidanzata del figlio, Pamela; poco più in la' l’altro figlio, Marco, che alcuni anni fa è stato vittima di un incidente stradale ed è su una sedia a rotelle. Al centro davanti all’altare la bara avvolta nel tricolore e sopra un mazzo di fiori. All’arrivo della bara si era levato un lungo, interminabile applauso.
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