65° anniversario della Liberazione. Gli appuntamenti istituzionali
Giovanni Terzi - Assessorato Attività Produttive / Politiche del Lavoro e dell’Occupazione Letizia Moratti - Sindaco
Giovanni Terzi - Assessorato Attività Produttive / Politiche del Lavoro e dell’Occupazione Letizia Moratti - Sindaco
Generalmente non sono pagati... assomigliano agli apprendistati di alcune professioni.
Ospedale Agrigento: evitato lo sgombero della Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio, grazie al lavoro svolto della Protezione Civile Nazionale
Gli ultimi dati del mercato del lavoro toscano ancora in negativo. La cassa integrazione ha permesso di “salvare” oltre 20 mila posti
Riportiamo di seguito l’elaborazione di un articolo recentemente apparso sulla rivista “Can Fam Physician” (Can Fam Physician 2008; 54: 1386-8) di Chua-Gocheco A. et al., nel quale gli autori hanno sottolineato il particolare interesse da parte delle donne gravide in merito ai rischi, per i loro nascituri, associati all’uso personale o occupazionale dei prodotti per capelli. Gli autori hanno dichiarato che non vi sono prove d’effetti teratogeni per le donne in stato di gravidanza, se esposte a tali prodotti per motivi occupazionali. Alcuni dati suggeriscono, infatti, che vi è un minimo assorbimento sistemico di tali prodotti. Tuttavia, si raccomanda alle parrucchiere di indossare guanti durante la gravidanza per ridurre al minimo l’esposizione, di lavorare meno di 35 ore a settimana, di evitare di stare in piedi per troppo tempo e di assicurarsi che l’ambiente di lavoro sia dotato di un adeguato sistema di ventilazione. Ne consegue che anche l’uso personale nelle donne, 3-4 volte durante la gravidanza, non è considerato motivo di preoccupazione.
Riportiamo di seguito l’elaborazione di un articolo recentemente apparso sulla rivista “Contact Dermatitis” (Cont Derm 2009; 61: 117-128) di H.Y. Lee et al, nel quale gli autori hanno riportato il caso di un uomo di 36 anni, tecnico addetto alla manutenzione dei macchinari di produzione di lenti a contatto monouso, che ha manifestato una dermatite allergica da contatto per esposizione ai monomeri acrilici liquidi presenti all’interno dei macchinari. Secondo gli autori tale caso evidenzia la necessità di un’adeguata educazione e formazione sulle modalità protettive e sulle precauzioni igieniche da adottare nei luoghi di lavoro, in particolare nelle fabbriche addette alla produzione di lenti a contatto dove è facile l’esposizione agli acrilati.