UNA CAPRA SOLIDALE... SOTTO L’ALBERO DI NATALE

REGNO UNITO, “Auguri! Ti ho regalato una capra per un pastore africano”: decine di migliaia di cittadini inglesi hanno ricevuto lo scorso Natale un bigliettino simile come prova del cosiddetto ’regalo etico’ fatto a loro nome a favore di comunità povere nel Sud del mondo. Secondo organizzazioni non governative inglesi, che hanno creato da anni cataloghi specifici per le festività natalizie, quest’anno verranno spesi in regali etici 360 milioni di sterline (230 l’anno scorso).
Capre, asinelli, cammelli, strumenti di formazione per insegnanti, latrine in mattoni, alberi, lombrichi per rendere più fertile il terreno, arnie per la produzione di miele e pasti caldi giornalieri per intere scuole sono tra i ’regali’ (con un prezzo che va da qualche euro a qualche decina) offerti da varie organizzazioni solidali. I primi regali etici risalgono agli anni ’80 e ormai hanno preso piede anche attraverso siti internet.
A essere più sensibili ai doni etici sarebbero le donne rispetto agli uomini e l’Irlanda del Nord sembra la regione più generosa. Queste vendite " che qualche giornale inglese ha definito una vera e propria strategia di marketing solidale - costituiscono comunque appena il 2,5% dei 14 miliardi di sterline spesi annualmente in doni natalizi dagli inglesi. Secondo statistiche di un' organizzazione che vende doni etici, ogni anno verrebbe sprecato più di un miliardo di sterline in doni non graditi, spesso fatti all’ultimo minuto.
Secondo un’indagine condotta su 2000 persone, sono i calzini il regalo più aborrito, seguito da libri e profumi che implicano gusti troppo personali per essere ’azzeccati’. Tanto vale, dunque, optare per una capra, che certamente farà felice almeno il suo possessore in Africa, Asia o in America Latina.[BF]
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